La Cina ora sviluppa il mercato interno

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CINA – Pechino. Il premier cinese Wen Jiabao ha detto che il Pil della Cina nel 2013 sarà del 7,5% questo grazie alle riforme messe in atto dal governo centrale.  Gregory Gilligan, presidente della Camera di Commercio Cina -Stati Uniti ha detto che è ottimista e che i dati dovrebbero essere confermati. Le riforme di cui ha parlato il premier cinese, in sostanza piacciono ai agli americani.

 

«Gli uomini d’affari sono alla ricerca di vantaggi reciproci, e penso che la continua crescita della Cina è estremamente importante per l’economia mondiale. E il loro numero di crescita è importante, perché i paesi tra loro devono cercare una sorta di equilibrio nel commercio». Tra le riforme in essere, quello di investire nello “sviluppo” interno. La Cina, grazie alla consuetudine occidentale a indebitarsi ha fatto affari con gli stati esteri fino all’arrivo della crisi economica mondiale. Da allora però gli scambi sono rallentati e le vendite sono praticamente ferme. A poco sono valsi gli sforzi cinesi di comprare debiti esteri o investimenti in Paesi esteri, a mercati fermi, la ripartenza è difficile, ha pensato dunque di incrementare e, in alcune aree, sviluppare ex novo il mercato interno, questo consentirà di incrementare i consumi interni, un beneficio questo non solo cinese ma del mondo intero.  Rimangono da abbattere pregiudizi culturali e barriere commerciali. Con gli USA infatti non sono pochi problemi. 

Secondo il presidente della Camera di Commercio Cina–USA negli ultimi anni, il commercio sino-americano è stato in un ottovolante. Come i dazi statunitensi sulle importazioni di pneumatici cinesi nel 2009 e le dispute di pannelli solari nel 2012 sono esempi spaventosi di alcuni dei momenti più difficili.

Secondo l’ex consigliere economico della Commissione europea e docente presso la London School of Economics and Political Science il fatto che Pechino voglia incrementare il suo mercato interno è un dato positivo: «Penso che questo sarebbe un bene anche per l’Europa, non solo per la Cina». 

Riequilibrare l’economia cinese per renderla più basata sui consumi potrebbe anche creare maggiori opportunità per le imprese europee di esportare di più in Cina. La crisi finanziaria del 2008 e del 2009 e la crisi del debito sovrano europeo hanno dimostrato che il governo cinese corre seri rischi perché l’economia cinese dipende dalle esportazioni.