CINA. L’OMS dichiara l’emergenza sanitaria internazionale: nuovi casi in molti paesi

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’epidemia di coronavirus in Cina costituisce ora un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, ha annunciato la decisione dopo una riunione del suo Comitato di emergenza, un gruppo di esperti indipendenti, in mezzo a prove crescenti della diffusione del virus in circa 18 paesi. Tedros ha dichiarato in una conferenza stampa a Ginevra che nelle ultime settimane si è assistito a un’epidemia senza precedenti, che è stata accolta da una risposta senza precedenti, riporta Reuters.

«Lasciatemi essere chiaro, questa dichiarazione non è un voto di sfiducia nei confronti della Cina (…) La nostra maggiore preoccupazione è la possibilità che il virus si diffonda in paesi con sistemi sanitari più deboli», ha aggiunto il direttore Oms.

Gli Stati Uniti hanno confermato un sesto caso americano del coronavirus Wuhan sempre il 30 gennaio, segnando la prima volta che il virus si è diffuso da persona a persona negli Stati Uniti. I funzionari cinesi hanno aggiunto più di 1.500 nuovi casi di coronavirus mentre i paesi hanno intensificato i loro sforzi per evacuare i loro cittadini intrappolati a Wuhan, l’epicentro del crescente focolaio.

Circa 50 milioni di persone nella provincia di Hubei sono state confinate nella loro regione, mentre le autorità cercano di arginare la diffusione del virus. Il Giappone ha inviato un secondo volo a Wuhan, e ne è previsto un terzo, riporta Star and Stripes.

Con gli esperti che dicono che un vaccino non è imminente, giovedì sono comparsi altri casi internazionali della malattia. Australia, Vietnam e Corea del Sud hanno tutti annunciato nuove infezioni da coronavirus, mentre India e Filippine hanno avuto i primi casi.

Il numero di paesi con trasmissione da umano a umano del coronavirus è composto da Stati Uniti, Germania, Giappone, Vietnam e Cina, che comprende l’isola autonoma di Taiwan. L’India ha segnalato il suo primo caso confermato del nuovo coronavirus, che segna l’arrivo della malattia nel secondo Paese più popoloso del mondo. Il caso riguarda uno studente dell’Università di Wuhan che è tornato nello stato meridionale del Kerala, secondo una dichiarazione del ministero della Salute indiano. Lo studente è stabile e in isolamento in un ospedale, ha detto il Ministero.

Gli esperti dicono che un vaccino per il virus è ancora molto lontano. Le scuole di Pechino hanno chiuso a tempo indeterminato e gli stranieri evacuati da Wuhan, la città dell’epicentro dell’epidemia, stanno cominciando ad arrivare nei loro paesi d’origine o nei siti di screening temporanei, anche attraverso voli charter.

La Russia sta chiudendo l’intero confine con la Cina, ha annunciato il primo Ministro Mikhail Mishustin, anche se non sono emersi casi della malattia in Russia.

La Repubblica Ceca ha sospeso il rilascio dei visti almeno fino al 16 febbraio. Mentre un’intera nave da crociera è bloccata a Civitavecchia, vicino Roma, per sospetti casi di coronavirus: circa 6.000 persone (5.000 passeggeri e 1.000 membri dell’equipaggio), ma a quanto pare era
influenza. Due cittadini cinesi, due turisti, affetti dalla sindrome di
Wuhan, sono stati ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma.

I dati ufficiali cinesi mostrano ora 8.149 casi confermati di coronavirus nel Paese con 171 morti, secondo i media statali, compresi nove casi a Taiwan. Il numero di casi confermati il pomeriggio del 30 gennaio è aumentato di 400 dal mattino.

Antonio Albanese