Cina: tolleranza zero contro i “cartelli” degli stranieri

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CINA – Pechino.  Samsung, LG e altri quattro produttori taiwanesi di schermi LCD sono stati condannati dalle autorità cinesi a pagare 144 milioni di yuan (22,9 milioni di dollari) di multa e a restituire 172 milioni di yuan di pagamento extra agli acquirenti della Cina orientale, oltre a subire una confisca pari a 36.750.000 yuan dei loro guadagni giudicati illeciti. Si tratta della prima multa contro il monopolio straniero in Cina.

La sentenza sostiene che le società hanno fatto “cartello” e non hanno rispettato le norme sulla concorrenza presenti sul territorio cinese. A darne notizia l’agenzia di stampa Xinhua.
La multa comminata del National Development and Reform Commission (NDRC) ha preso in considerazione il periodo 2001- 2006. La multa è la più alta pagata da imprese allo stato in Cina ma è molto più bassa di quelle imposte in Europa e negli Stati Uniti. Il Dipartimento di Giustizia americano ha imposto, per esempio, 1,4 miliardi di dollari in multe, mentre i funzionari europei hanno imposto un totale di 1,3 miliardi di euro in sanzioni. La differenza dell’ammontare tra la Cina e UE – USA dipende dal fatto che in Cina le multe vengono comminate in base alle vendite individuali delle società, mentre in Europa e negli Stati Uniti le sanzioni vengono emanate in base ai redditi totali della società. In Cina la norma che vuole la liberalizzazione del mercato, la legge anti-monopolio è stata emanata nel 2008 e non può essere applicata in maniera retroattivamente. Quindi le condanne di Pechino sembrano essere più dimostrative che non altro, cvisto che le aziende vi ricorrerano in appello, come a sottolineare l’impegno politico di Pechino contro il monopolio del mercato.

Negli ultimi trent’anni il mercato cinese si è aperto alle aziende straniere, ma in alcuni casi, soprattutto le multinazionali, hanno approfittato della situazione favorevole decidendo grazie anche a funzionari pubblici compiacenti le regole del mercato. Per esempio, Unilever (China) Co., Ltd. è stata multata di 2 milioni di yuan nel 2011; ma in Europa,  Procter & Gamble e altri sono stati multati per ver fatto cartello siul prezzo del detersiivo per un totale di € 315.200.000.

La nuova leadership di governo del Partito comunista cinese ha ribadito la sua adesione alla politica di apertura e riforma. L’ammenda ai cartelli stranieri è solo l’inizio di una serie di iniziative in favore di una piena applicazione della legge. Le società estere in Cina dovrebbero concentrarsi maggiormente sul futuro, invece che basarsi solo sui guadagni immediati fanno sapere dal National Development and Reform Commission (NDRC).