CINA. La spinta verso le “industrie del futuro” spinge il Joint Venture Capital nonostante  i timori di una nuova bolla speculativa

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Dopo solo due giorni lo storico debutto in borsa di SpaceX, una startup spaziale cinese ha tenuto un roadshow per gli investitori in vista del suo primo round di finanziamento, presentando la sua missione per aiutare la Cina a recuperare terreno rispetto agli Stati Uniti nella corsa allo spazio

La missione di Tectronic Maritime Space Systems, un’azienda di Shanghai specializzata nel lancio di razzi dal mare, è quella di “costruire la Maersk del volo spaziale commerciale globale”, ha dichiarato il responsabile finanziario Gu Mei a circa 50 investitori di venture capital, riporta Reuters.

Per raggiungere questo obiettivo, Tectronic, fondata solo tre mesi fa, ha bisogno di raccogliere 150 milioni di yuan, pari a 22 milioni di dollari, con una valutazione di 1,5 miliardi di yuan, secondo la presentazione agli investitori.

L’azienda prevede tre ulteriori round di finanziamento per un totale di 3 miliardi di yuan in cinque anni, con l’obiettivo di quotarsi in borsa nel 2032 a una valutazione di circa 50 miliardi di yuan, oltre 30 volte il suo livello attuale, come emerso dalla presentazione.

“La domanda è anelastica, l’offerta è limitata e il tempo stringe”, ha dichiarato Gu durante l’evento del 14 giugno. “Gli investitori che partecipano a questo round di finanziamento dovrebbero ottenere un ritorno sull’investimento pari a 26,7 volte il capitale investito”.

L’aggressiva strategia di raccolta fondi evidenzia la corsa tra quelle che Pechino definisce le “industrie strategiche emergenti e future” della Cina, che includono startup focalizzate su spazio, tecnologia quantistica, fusione nucleare e interfacce cervello-macchina. Se da un lato la corsa alla raccolta fondi da parte di aziende come Tectronic sta creando opportunità potenzialmente redditizie per le società di venture capital locali, che faticano a riprendersi da una recessione pluriennale, dall’altro questa febbre sta anche gonfiando le valutazioni delle startup e alimentando i timori di una bolla speculativa.

In Cina, gli investimenti in venture capital e private equity nei primi cinque mesi di quest’anno hanno totalizzato 620 miliardi di yuan, con un balzo di quasi il 60% rispetto all’anno precedente, secondo ChinaVenture Investment Consulting. I nuovi fondi di venture capital registrati nella seconda economia mondiale hanno totalizzato 154 miliardi di yuan nei primi cinque mesi del 2026, superando già il totale dell’anno scorso, secondo l’associazione cinese del settore dei fondi.

L’aumento degli investimenti di capitale di rischio si verifica mentre Pechino ha sottolineato la necessità di rafforzare le sue “industrie del futuro”, un gruppo che include anche la biofabbricazione e l’energia a idrogeno, nel suo prossimo piano quinquennale, pubblicato a marzo. Il piano di sviluppo ha anche identificato settori come la robotica e l’aerospaziale come industrie emergenti strategiche destinate allo sviluppo prioritario.

La Cina ha anche pubblicato questo mese le norme per supportare la quotazione in borsa nazionale delle startup delle “industrie del futuro”, in genere aziende che lavorano su tecnologie di frontiera e che non generano profitti o ricavi.

Mentre la maggior parte delle operazioni di venture capital coinvolge fondi locali denominati in yuan, in un contesto di crescente rivalità tecnologica sino-americana, cinque fondi focalizzati sulla Cina e denominati in dollari hanno raccolto complessivamente 4 miliardi di dollari al 12 giugno, secondo i dati di Preqin. Questa cifra supera già il totale annuo di ciascuno degli ultimi due anni.

Fondi di venture capital come ZhenFund, Qiming Ventures e Capital Today sono tornati sul mercato raccogliendo nuovi fondi, secondo quanto riferito da persone a conoscenza dei loro piani, cavalcando l’onda del rinnovato interesse degli investitori globali per la tecnologia cinese, nonostante l’elevato livello di rischio presente nelle operazioni. Il caso del Domino Evergrande è ancora un a ferita aperta nella finanza cinese

Per ora, tuttavia, i rappresentanti dei cosiddetti “settori emergenti e del futuro”, come Tectronic, stanno capitalizzando sulla spinta del governo cinese a ridurre il divario con gli Stati Uniti in settori come l’intelligenza artificiale e lo spazio.

Antonio Albanese

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