
I leader di Corea del Sud e Cina hanno concluso un vertice recentemente, senza compiere progressi tangibili sulla Corea del Nord. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha incontrato il suo omologo cinese Xi Jinping a Pechino per un vertice ad alto rischio, tenutosi poco più di nove settimane dopo il loro primo incontro.
I due paesi hanno anche finalizzato più di 10 accordi di cooperazione che abbracciano settori come gli scambi industriali, la tecnologia digitale, la proprietà intellettuale e la collaborazione ambientale, riporta SCMP.
Secondo Pechino, la Corea del Sud ha affermato di rispettare gli interessi fondamentali e le principali preoccupazioni della Cina e di rimanere fedele alla politica di una sola Cina, con Lee che ha fatto riferimento diretto al comunicato congiunto del 1992 che ha formalizzato i legami diplomatici tra le due nazioni. Il comunicato afferma che Seul rispetta la posizione di Pechino secondo cui esiste una sola Cina, di cui Taiwan fa parte.
Tuttavia, la Cina non ha menzionato il programma nucleare della Corea del Nord o gli sforzi per liberare la penisola coreana dalle armi nucleari, il che suggerisce la presenza di persistenti divergenze tra Pechino e Seul sulle questioni di sicurezza.
Due giorni dopo il vertice, Lee ha dichiarato di aver chiesto alla Cina di fungere da “mediatore per la pace” nella penisola coreana, anche sulla questione nucleare, e Xi gli ha risposto che “è necessaria pazienza”.
L’assenza di una dichiarazione congiunta dopo l’incontro ha mostrato un profondo divario nelle aspettative tra le due parti.
Dal punto di vista della Cina, una potenziale preoccupazione è che la visita del presidente Lee in Giappone possa essere interpretata come un passo verso il rafforzamento della cooperazione trilaterale tra Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone, o come un’inclinazione verso un quadro volto a contenere la Cina.
Con Lee pronto a visitare il Giappone e a incontrare il Primo Ministro Sanae Takaichi, Tokyo rimane un fattore taciuto ma importante nelle relazioni Pechino-Seul. Cina e Giappone sono in disaccordo da novembre scorso, quando Takaichi ha affermato che un conflitto nello Stretto di Taiwan potrebbe rappresentare una “situazione di minaccia alla sopravvivenza” per il Giappone, suggerendo che giustificherebbe un dispiegamento militare.
La controversia non accenna a placarsi, con la Cina che ha vietato l’esportazione di prodotti con applicazioni sia commerciali che militari a utenti finali legati all’esercito giapponese.
Lee ha evitato qualsiasi riferimento alle emergenze taiwanesi o a più ampi accordi di sicurezza regionale, scegliendo invece di concentrarsi sull’importanza della pace e della stabilità regionale.
In termini di scambi culturali, Seul ha affermato che Xi e Lee hanno concordato di ampliare gli scambi nel calcio e nel gioco di strategia Go, e di tenere consultazioni a livello operativo relative a film e fiction televisive.
Per attenuare il sentimento anti-cinese in Corea del Sud, Lee ha suggerito a Pechino di donare dei panda giganti allo zoo Uchi di Gwangju. La Corea del Sud possiede già quattro di questi animali e sono in corso colloqui a livello ministeriale per espandere tale cooperazione.
Tommaso Dal Passo
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