CINA. Interviene l’FMI sul Domino Evergrande

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Pechino sta affrontando «difficili compromessi» mentre cerca di affrontare la crisi di China Evergrande Group e la pressione che questa sta mettendo sul settore immobiliare del paese, secondo il Fondo Monetario Internazionale.

Nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria globale pubblicato recentemente, il Fmi ha detto che la Cina ha gli strumenti in atto per contenere e gestire qualsiasi potenziale stress finanziario associato al potenziale collasso di Evergrande, lo sviluppatore immobiliare più indebitato del mondo.

«Più ampie sono le misure di sostegno, specialmente se accompagnate da un effettivo o percepito rilassamento del più ampio sforzo di alleggerire il sistema finanziario nel tempo, maggiore è il rischio che le fragilità finanziarie riemergano in futuro (…) Allo stesso modo, un intervento più precoce e chiaramente comunicato ridurrebbe probabilmente il rischio di contagio, anche se al costo di rafforzare la percezione che le singole imprese siano troppo grandi per fallire», scrive l’Fmi.

Evergrande, sviluppatore di Shenzhen ha mancato tre pagamenti di interessi dovuti lunedì sul suo debito offshore, spingendolo più vicino al default dopo aver mancato due simili pagamenti di cedole sul suo debito in dollari a settembre.

Non si crede però che Pechino consentirà il peggioramento della situazione di Evergrande a tal punto da minacciare il sistema finanziario del paese, riporta Bloomberg. La pressione su Evergrande e altri sviluppatori segue l’adozione da parte della Cina di nuove misure politiche volte ad arginare le bolle immobiliari speculative. Nell’agosto dello scorso anno, la People’s Bank of China ha adottato nuovi requisiti “tre linee rosse” per misurare i livelli di debito degli sviluppatori e per limitare la loro capacità di prendere in prestito in caso di sovraindebitamento.

Poiché la stretta di cassa di Evergrande si è moltiplicata nelle ultime settimane, un certo numero di sviluppatori cinesi hanno mancato le scadenze di rimborso delle obbligazioni o hanno chiesto di ritardare, in parte, quei pagamenti. Pechino ha implementato una serie di riforme nell’ultimo anno progettate per ridurre la leva finanziaria aziendale, così come per promuovere la “prosperità comune”, compresa la repressione dei comportamenti anticoncorrenziali e il divieto di tutoraggio privato.

Secondo S&P Global Ratings, è probabile che questi cambiamenti politici portino a una crescita più sostenibile e a un miglioramento delle metriche di credito sovrano nei prossimi cinque o dieci anni.

Graziella Giangiulio