CINA. Inflazione stabile, ma l’economia ha bisogno di nuovi stimoli

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L’inflazione al consumo in Cina è rimasta stabile a maggio, mentre il calo dei prezzi alla produzione si è attenuato, ma la tendenza di fondo suggerisce che Pechino dovrebbe fare di più per sostenere la debole domanda interna e una ripresa economica disomogenea.

La debolezza dei consumi in Cina ha tenuto sotto controllo i prezzi al consumo dal 2023, nonostante le numerose misure di sostegno, poiché la fiducia rimane bassa nel contesto di una prolungata crisi del settore immobiliare. Gli economisti affermano che è necessaria un’ulteriore serie di misure di stimolo fiscale e monetario più forti e coordinate per aumentare in modo sostenibile la domanda.

L’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3% a maggio rispetto all’anno precedente, eguagliando il guadagno di aprile, come hanno mostrato mercoledì i dati dell’Ufficio nazionale di statistica (NBS), al di sotto dell’aumento dello 0,4% previsto da Reuters.

I prezzi alla produzione, bloccati in deflazione da settembre 2022, sono scesi a un ritmo più lento dell’1,4% a maggio dopo essersi contratti del 2,5% ad aprile, e rispetto a un calo previsto dell’1,5%.

La pressione deflazionistica non si è ancora attenuata: il miglioramento dell’indice Ppi è in gran parte guidato dai prezzi delle materie prime come rame e oro, che non riflettono la domanda interna cinese, riporta Reuters.

Il debole indice dei prezzi al consumo su base mensile, sceso dello 0,1% contro un aumento dello 0,1% in aprile e rispetto alle previsioni degli economisti per una crescita zero, starebbe a confermare la tendenza.

Le azioni asiatiche sono state sottotono, mentre le blue chip cinesi (azioni di società ad alta capitalizzazione azionaria) sono scese leggermente.

L’economia cinese ha faticato a ripartire nonostante la fine delle rigorose restrizioni imposte dal Covid alla fine del 2022, principalmente a causa degli effetti a catena di una prolungata crisi del settore immobiliare sulla fiducia di investitori, imprese e consumatori.

Pechino ha adottato diverse misure per stimolare la domanda nel settore immobiliare e lanciato altri programmi per aumentare la fiducia dei consumatori, inclusa l’offerta di incentivi sovvenzionati dal governo per stimolare le permute di automobili e altri beni di consumo.

Ha inoltre promesso di creare più posti di lavoro legati a grandi progetti, di attuare misure per promuovere la domanda interna mirata ai giovani e di maggiori stimoli fiscali per sostenere la crescita.

I dati del 12 giugno sulla misura dell’inflazione core, che esclude la volatilità dei prezzi alimentari ed energetici, hanno sottolineato la sfida che Pechino deve affrontare nei suoi sforzi per rilanciare la domanda interna. L’indicatore si è attestato allo 0,6% a maggio su base annua, in rallentamento rispetto allo 0,7% di aprile.

Si ritiene che la persistente sovraccapacità industriale probabilmente manterrà la ripresa dell’inflazione al consumo “molto modesta”, e ci si aspetta che quest’anno raggiunga un ritmo medio dello 0,5%.

Molti economisti si aspettano che Pechino sveli ulteriori misure di sostegno nei prossimi mesi per mantenere l’economia sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di crescita del PIL di “circa” il 5% per quest’anno e favorire una ripresa sostenibile. 

La maggior parte, tuttavia, ritiene che le autorità debbano varare un pacchetto completo di politica fiscale e monetaria per infondere fiducia e far ripartire la spesa delle famiglie e delle imprese.

Lucia Giannini

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