
A seguito di una serie di pressioni sia politiche che economiche su comincia a ipotizzare che la presa di potere di Xi possa essere in declino.
Una delle ragioni principali per cui ciò sta accadendo è probabilmente dovuta alle difficoltà di Xi nell’affrontare le difficoltà economiche della Cina, iniziate con la crisi immobiliare del 2021: il Domino Evergrande. Per anni, il Partito Comunista Cinese ha fatto affidamento sulla prosperità economica per legittimare il proprio dominio sul Paese, riporta The Conversation.
Ma la performance costantemente fiacca dell’economia cinese negli ultimi quattro anni, unita alla guerra commerciale di Trump con Pechino, sta rendendo la ripresa un compito complesso: questo è un fattore che potrebbe minare il potere di Xi.
Queste voci sul leader cinese sono iniziate subito dopo l’ultima riunione, il 30 giugno, del Politburo. Il simbolismo e il linguaggio indiretto giocano un ruolo importante nel modo in cui il Partito Comunista comunica con il popolo cinese. Il modo in cui lo fa avviene attraverso slogan o frasi chiave.
Questo metodo di informazione è importante perché plasma il linguaggio e il dibattito politico e influenza il modo in cui il pubblico cinese e internazionale comprende ciò che sta accadendo. A prima vista, l’appello del Politburo a migliorare il “coordinamento politico” e il “processo di revisione” dei compiti principali potrebbe sembrare indicare che il governo centrale stia cercando di garantire che i funzionari locali perseguano l’agenda di Pechino.
Ma ci sarebbe, secondo i sinologi, molto di più: la dichiarazione affermava che gli organi specializzati esistenti all’interno del comitato centrale del partito, tra cui le potenti commissioni ora detenute dai fedelissimi di Xi, dovrebbero concentrarsi sulla “guida e il coordinamento delle principali iniziative” e sull'”evitare di appropriarsi di funzioni altrui o di oltrepassare i confini”.
Per gli osservatori esperti di Cina, ci sono indizi che questo potente organo decisionale stia muovendo una velata minaccia a Xi per aver detenuto troppo potere.
A causa di tutto ciò, si stanno diffondendo speculazioni su una possibile lotta per il potere potere in corso: data l’epurazione di molti alti funzionari del partito da parte di Xi attraverso campagne anticorruzione e il suo predominio sui massimi livelli di governo, tutto ciò non dovrebbe stupire, i nemici di certo non gli mancano.
Un altro segnale che tutti Ciò che non sta andando bene con il regime di Xi è la rimozione di alcuni suoi alleati da posizioni chiave all’interno del governo. Xi ha avviato la sua campagna anticorruzione nel 2012, quando è diventato leader della Cina. Sulla carta, sebbene ufficialmente presentata come un’iniziativa per combattere la corruzione, le prove suggeriscono che la campagna potrebbe essere stata utilizzata per rimuovere i rivali politici di Xi.
Il problema per Xi è che la campagna viene usata anche contro i suoi uomini fidati. Nell’ottobre 2023, il ministro della Difesa Li Shangfu, considerato un alleato di Xi, è stato allontanato per corruzione, accuse confermate nel 2024.
L’ammiraglio Miao Hua, responsabile del controllo ideologico e delle nomine del personale nelle forze armate e collaboratore di Xi fin dai suoi giorni da funzionario di partito nella provincia del Fujian, è stato sospeso dall’incarico nel novembre 2024. E nel giugno 2025 è stato rimosso dopo essere stato indagato per corruzione.
A maggio scorso, il generale He Weidong, che era Vicepresidente della potente Commissione Militare Centrale, è stato arrestato sempre per corruzione.
La campagna anticorruzione di Xi non solo potrebbe essere stato lo strumento per colpirlo ma potrebbe mettere in dubbio la sua capacità di nominare le persone giuste al governo, e potrebbe aver creato anche un clima di paura tra gli alleati e potenzialmente aver creato ulteriori nemici.
Entrambi gli scenari metterebbero Xi in difficoltà. Ma da quando Xi è diventato capo di Stato cinese nel 2013, lui e i suoi fedelissimi hanno assunto la guida di molte commissioni nazionali chiave, rendendolo Il leader cinese più potente dai tempi di Mao.
Queste commissioni includono la Commissione Finanziaria Centrale, che regola i mercati finanziari cinesi, la Commissione Centrale per la Scienza e la Tecnologia, che mira ad accelerare il progresso tecnologico cinese, e la Commissione Centrale per gli Affari del Cyberspazio, che regola i contenuti digitali cinesi.
Xi potrebbe stare per delegare parte del suo potere: per la prima volta da quando è salito al potere nel 2012, Xi ha saltato il vertice annuale organizzato dei BRICS: dal 5 al 7 luglio, il premier cinese Li Qiang ha guidato la delegazione a Rio de Janeiro.
Non è la prima volta che Li rappresenta Xi, nel settembre 2023, Li ha partecipato al vertice del G20 a Nuova Delhi, in India, e ha preso parte ai vertici dell’ASEAN, ma ai Brics, sempre più strategicamente importanti, mai fino ad ora. Inoltre il ruolo sempre più importante di Li nella definizione delle politiche economiche, potrebbe essere un segnale d’un “antagonista” emergente interno al partito.
Luigi Medici
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