CINA. Il Partito mette ordine nell’economia. Prossimo Plenum a ottobre

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Il 30 luglio, il Politburo del Partito Comunista cinese ha espresso fiducia, impegnandosi a sostenere la crescita e a contrastare la “concorrenza disordinata” nella seconda economia mondiale. L’economia cinese ha registrato una crescita “stabile” e ha dimostrato “grande vitalità e resilienza” nel 2025, secondo il resoconto della riunione del Politburo del Partito Comunista.

I membri hanno riconosciuto che “l’attuale situazione economica in Cina presenta ancora molti rischi e sfide”, secondo il resoconto, pubblicato da Xinhua. “Dobbiamo valutare correttamente la situazione, rafforzare il nostro senso di crisi e mantenere una mentalità orientata al profitto”.

Con il presidente Xi Jinping a presiedere la riunione, i membri hanno promesso di aumentare il sostegno fiscale e allentare ulteriormente la politica monetaria per garantire la stabilità del mercato del lavoro. Le autorità hanno inoltre affermato che si impegneranno a contrastare l’eccessiva concorrenza tra le aziende, accusata di alimentare la pressione deflazionistica interna e di scatenare una reazione negativa da parte dei principali partner commerciali, riporta Nikkei.

Tuttavia, il commento ampiamente positivo ha sottolineato la fiducia di Pechino nelle proprie prospettive, che finora è riuscita a superare gli shock derivanti dai dazi statunitensi. L’economia cinese è cresciuta del 5,3% nella prima metà del 2025, superando l’obiettivo di crescita annuale di “circa il 5%”, grazie alle solide esportazioni e ai sussidi governativi per i beni di consumo.

Questa settimana il Fondo Monetario Internazionale ha alzato le sue previsioni di crescita per la Cina al 4,8% per quest’anno, rispetto al 4% precedente.

Il tono di Pechino probabilmente smorzerà le aspettative degli investitori che la Cina adotterà misure di stimolo più aggressive, affermano gli analisti.

Il Partito Comunista Cinese terrà un Quarto Plenum a ottobre, durante il quale si prevede di rivedere i piani di sviluppo per i prossimi cinque anni, secondo quanto riportato lunedì.

Il messaggio di mercoledì del Politburo, che di solito si riunisce a luglio quando i leader stabiliscono le priorità economiche per la seconda metà dell’anno, è arrivato poche ore dopo il terzo round di negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Le delegazioni di funzionari commerciali, guidate dal Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e dal Vice Premier cinese He Lifeng, hanno concluso martedì un incontro di due giorni cercando di estendere la tregua tariffaria oltre il 12 agosto, data in cui i dazi sulle importazioni cinesi rischiano di tornare al 145% dal 55% circa.

Nonostante i segnali di allentamento delle tensioni con Washington, Pechino rimane in guardia contro le insidie economiche.

Il Paese è impantanato in un prolungato periodo di deflazione a causa della sovrapproduzione di tutto, dall’acciaio alle auto elettriche e ai condizionatori, che ha portato a intense guerre dei prezzi. Scottate dalla continua crisi immobiliare, le famiglie stanno accumulando risparmi, mentre i sussidi statali per incoraggiare i consumatori ad acquistare beni di consumo più moderni sembrano esaurirsi.

I leader cinesi “promuoveranno la gestione della capacità produttiva nei settori chiave”, secondo il comunicato. Nelle ultime settimane i funzionari hanno ripetutamente messo in guardia contro guerre dei prezzi “involutive” che deprimono i margini di profitto delle aziende, ostacolano la crescita del reddito e portano alla perdita di posti di lavoro in alcuni settori.

Il 29 luglio, la Cina ha presentato un piano a lungo atteso per sovvenzionare le nascite, offrendo 3.600 yuan all’anno per ogni bambino di età inferiore ai 3 anni, sebbene gli economisti dubitino che ciò possa offrire un grande sollievo.

Il comunicato del Politburo ha sottolineato che “le politiche macroeconomiche dovrebbero continuare a esercitare la loro forza ed essere rafforzate al momento opportuno”. Le autorità hanno esortato i governi locali ad accelerare le emissioni e l’utilizzo di obbligazioni, promettendo di mantenere “ampia liquidità” per ridurre i costi complessivi di finanziamento.

Luigi Medici 

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