CINA. Il Coronavirus abbatte i livelli di carbonio

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La Cina, il più grande produttore mondiale di gas a effetto serra, potrebbe aver registrato il suo primo calo delle emissioni di carbonio in tre anni a seguito dell’epidemia di coronavirus, che ha fatto chiudere gran parte delle fabbriche paese.

Lo studio, pubblicato dal Centro di ricerca sull’energia e l’aria pulita, Crea, della Finlandia, riporta che le emissioni di carbonio della Cina sono diminuite di circa 100 milioni di tonnellate nelle ultime due settimane a causa dell’ampio impatto economico dell’epidemia e delle misure di blocco del governo – che hanno portato a ripetuti ritardi nella ripresa delle attività industriali e a una forte riduzione della domanda di energia. 

La Cina produce oltre il 25% delle emissioni totali di gas a effetto serra nel mondo e, nonostante una riduzione triennale dal 2014 al 2016, le sue emissioni di anidride carbonica si sono da allora innalzate, soprattutto a causa della dipendenza del Paese dal carbone come fonte di energia.

Crea e altri gruppi ambientalisti avevano precedentemente stabilito che la Cina è stata la principale responsabile dell’aumento delle emissioni globali di carbonio dello scorso anno.

I ricercatori, tuttavia, hanno messo in guardia sul fatto che il calo delle emissioni dovrebbe essere temporaneo, dato che Pechino vuole assolutamente rilanciare le attività industriali. 

Lo studio ha confrontato le emissioni durante un periodo di due settimane che inizia 10 giorni dopo l’inizio del Capodanno lunare a fine gennaio, cioè il 3 febbraio, con lo stesso periodo dei cinque anni precedenti. Crea ha rilevato una drastica riduzione di quasi tutti gli indicatori industriali, con la produzione giornaliera di energia elettrica nelle centrali a carbone al minimo in quattro anni e la produzione di acciaio a un minimo di cinque anni. 

Il consumo di carbone e di petrolio ha registrato una riduzione del 25% delle emissioni di carbonio. 

Il consumo di energia della Cina è stato dominato dalle industrie ad alta intensità energetica e dal trasporto merci, il che ha contribuito a spiegare lo smog a Pechino e in altre città del nord durante le vacanze e nell’ultima settimana circa.

Le autorità di Pechino si sono anche impegnate la settimana scorsa a intensificare gli sforzi per contenere lo smog, rafforzando i controlli sulle emissioni dei veicoli e riducendo le emissioni nell’industria petrolchimica.

Graziella Giangiulio