CINA. Huawei decide di sviluppare software, viste le sanzioni USA

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Ren Zhengfei, fondatore di Huawei Technologies, ha invitato l’azienda a seguire l’innovazione del software, poiché la società cerca di crescere al di là della produzione di hardware che le sanzioni statunitensi hanno paralizzato – proprio mentre i legislatori di Washington cercano di imporre sanzioni più severe alla società.

Stando a Reuters, in un memorandum interno, Ren ha detto che l’azienda si stava concentrando sul software perché lo sviluppo futuro nel campo è fondamentalmente «fuori dal controllo degli Stati Uniti e avremo una maggiore indipendenza e autonomia».

Poiché sarà difficile per Huawei produrre hardware avanzato nel breve termine, dovrebbe concentrarsi sulla costruzione di ecosistemi software, come il suo sistema operativo HarmonyOS, il suo sistema AI cloud Mindspore, e altri prodotti IT, reciterebbe la nota.

L’Amministrazione Trump inserì Huawei nella lista nera delle esportazioni nel 2019; quella di Biden non ha dato alcuna indicazione di voler invertire le sanzioni di Trump. La lista nera ha anche impedito a Google di fornire supporto tecnico ai nuovi modelli di telefoni Huawei e l’accesso a Google Mobile Services, il pacchetto di servizi per sviluppatori su cui si basa la maggior parte delle app Android.

Il rapporto annuale di Huawei per il 2020 non ha rivelato quanta parte dei suoi 891,4 miliardi di yuan di entrate proveniva dal suo software, riporta Atf. L’appello di Ren arriva mentre uno sforzo bipartisan nel Congresso cerca di imporre altre sanzioni su Huawei e diverse altre aziende tecnologiche cinesi.

Il disegno di legge Usa impedirebbe ulteriori integrazioni e vendite di Huawei, Zte, Hytera, Hikvision e Dahua, tutte aziende cinesi sostenute o dirette dallo stato, negli Stati Uniti, indipendentemente dal fatto che siano coinvolti fondi federali.

Nel 2020, la Federal Communications Commission ha adottato nuove regole per richiedere ai vettori delle telecomunicazioni degli Stati Uniti di togliere e sostituire le attrezzature fornite da Huawei, Zte e altre aziende che, secondo gli Stati Uniti, rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale.

Queste regole si applicano solo alle attrezzature acquistate con finanziamenti federali e le stesse attrezzature possono ancora essere utilizzate se acquistate da privati o dal governo non federale. Le nuove regole lo impedirebbero.

Graziella Giangiulio