Bavaglio alla stampa di Hong Kong

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CINA- Hong Kong 06/11/2015. Un tribunale di Hong Kong, il 6 novembre, ha prorogato il divieto di pubblicare le riunioni del consiglio di facoltà di una delle più prestigiose università dell’Asia, rinnovando le preoccupazioni sulla libertà di stampa nella città, sulla scia delle proteste pro-democrazia dello scorso anno.

L’ingiunzione, avviata dal presidente del consiglio direttivo della Hong Kong University, vieta ai media di riferire sulle riunioni a porte chiuse del consiglio, dopo lo scandalo della mancata promozione dell’ex preside della scuola di diritto, unico candidato per il posto di rettore. La decisione è stata percepita come interferenza politica. Uno studente, membro del consiglio, ha “parlato” per raccontare ciò che era stato detto nel corso della riunione e da chi, e, inoltre, le registrazioni segrete della riunione erano state inviate a e pubblicate da un’emittente locale. L’associazione giornalisti di Hong Kong ha condannato il provvedimento, dicendo che era un banco di prova per le libertà di Hong Kong, riporta Chanel News Asia.
Per più di un secolo, la Hong Kong University è stata considerata un bastione dell’educazione liberale, laureando molti dei suoi migliori politici, burocrati e avvocati. La costituzione di Hong Kong garantisce all’enclave finanziaria un elevato grado di autonomia, compresa la libertà accademica, ampi diritti individuali e una magistratura indipendente. I liberali vedono nel blocco della nomina un tentativo di limitare la libertà accademica in un istituto i cui studenti e docenti universitari ha svolto un ruolo importante in 79 giorni di proteste dello scorso anno che ha visto migliaia scendere in piazza chiedendo la piena democrazia.