CINA. Creato un pool finanziario contro l’inflazione Made in USA

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La Cina ha creato un pool di riserve di yuan insieme a Indonesia, Malesia, Hong Kong, Singapore e Cile presso la Banca dei regolamenti internazionali.

Questa mossa della Cina fatta la scorsa settimana, cioè creare un pool di riserve di yuan con quattro Paesi vicini e il Cile presso la Banca dei Regolamenti Internazionali, è vista come l’ultimo passo verso la creazione di un sistema che contribuisca a ridurre il dominio globale del dollaro Usa.

Secondo quanto riporta AF, Pechino desidera che il renminbi/yuan svolga un ruolo più importante nell’area Asia-Pacifico a causa delle preoccupazioni per l’egemonia del dollaro Usa e per l’impatto dei rialzi dei tassi statunitensi volti a contenere l’alta inflazione interna i cui riflessi potrebbero mettere in crisi il sistema finanziario regionale.

Le autorità bancarie cinesi, così, hanno firmato un accordo con la Banca dei Regolamenti Internazionali per istituire un dispositivo di liquidità per la valuta cinese – il renminbi/yuan – a sostegno delle altre banche centrali nei momenti di fluttuazione del mercato. Un’ancora di salvezza, in pratica, se le fluttuazioni finanziarie ponessero grave rischio le diverse economie.

La People’s Bank of China, Pboc, aveva dichiarato sabato scorso che i primi cinque partecipanti al nuovo assetto comprenderanno la Banca di Indonesia, la Banca centrale della Malesia, l’Autorità monetaria di Hong Kong, l’Autorità monetaria di Singapore e la Banca centrale del Cile.

Ogni partecipante contribuirà con un minimo di 15 miliardi di yuan, cioè 2,2 miliardi di dollari, o l’equivalente in dollari, ha dichiarato. In un comunicato separato, la BRI ha dichiarato che i fondi possono essere versati sia in yuan che in dollari Usa e che saranno depositati presso la Bri, creando un pool di riserve.

La People’s Bank of China ha dichiarato che l’accordo di liquidità in renminbi aiuterà a soddisfare la ragionevole domanda globale di yuan e contribuirà alla sicurezza finanziaria regionale, secondo quanto riportato dal South China Morning Post.

Luigi Medici