CILE. Impeachment per Piñera dopo 22 ore di ostruzionismo

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Dopo una lunga ed estenuante seduta, a Camera bassa del Cile ha approvato la richiesta di impeachment nei confronti del Presidente in carica del Cile, Sebastian Piñera, una prima volta nella storia del paese.

La richiesta di “acusación constitucional” è arrivata alla fine del mandato di Piñera, che si concluderà l’11 marzo del 2022; da diverso tempo era finito al centro di moltissime critiche, accusato di alimentare le disuguaglianze nel paese e poi di reprimere duramente e con violenza le proteste, la pubblicazione dei cosiddetti “Pandora Papers” ha peggiorato la sua situazione.

La sessione ha attirato l’attenzione internazionale per l’attività di filibustering (ostruzionismo) portato avanti dal deputato dell’opposizione cilena, Jaime Naranjo, del Partito Socialista: verso le 10 del mattino, il deputato ha iniziato il suo intervento in Parlamento per sostenere l’approvazione dell’impeachment leggendo le 1.300 pagine del rapporto che sosteneva la rimozione del presidente ed è andato avanti fino all’1.30, parlando in totale per 14 ore e 56 minuti.

Il suo obiettivo era di prendere tempo per permettere l’arrivo in aula del deputato Giorgio Jackson, che avrebbe garantito all’opposizione il voto necessario per l’approvazione dell’impeachment. Jackson era in quarantena per il COVID-19 e non si poteva presentare in aula fino al giorno successivo. L’iniziativa di Naranjo ha avuto successo: poco prima delle 8 del giorno seguente, l’impeachment di Piñera è stato approvato con 78 voti in favore, necessari per ottenere la maggioranza dei 155 deputati della Camera.

Il voto si è tenuto dopo un altro intervento di cinque ore di un deputato che sosteneva Piñera.

Il dibattito è durato in totale 22 ore.

Ora la procedura di impeachment passa in Senato, che dovrà votare per decidere se far partire il processo a carico del presidente. Non è detto che questo accadrà: perché la richiesta passi sono necessari almeno 29 voti su 43, l’opposizione ne ha soltanto 24.

Il 21 novembre ci saranno le elezioni, alle quali Piñera non si ricandiderà: secondo gli analisti, i favoriti sono Gabriel Boric, candidato del Fronte Ampio di sinistra, e José Antonio Kast, di estrema destra.

Salvatore Nicoletta