Si raffredda l’economia cilena

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CILE – Santiago del Cile 20/08/2014. Il Pil del Cile è cresciuto al ritmo più debole dal 2009; nel secondo trimestre gli investimenti sono calati e la precedente rapida espansione dei consumi è rallentata.

Lo dimostrano i dati della Banca centrale cilena, usciti il 20 agosto. L’economia è cresciuta dell’1,9% nel secondo trimestre rispetto a un anno fa, un tasso destagionalizzato dello 0,2% rispetto al primo trimestre 2014. Questo fatto ha comportato una crescita annua del 2,2% nel primo semestre, dopo che la lettura del primo trimestre è stata rivista al ribasso, 2,4% rispetto la precedente stima del 2,6%.
Il dato del secondo trimestre annualizzato ha costituto la peggiore performance per l’economia cilena dal terzo trimestre 2009, culmine della crisi del credito.
Non è stata, tuttavia, una sorpresa. L’economia del Cile si sta raffreddando rapidamente come dimostra la flessione degli investimenti minerari diffusasi in altri settori. La domanda interna nel secondo trimestre è scesa dello 0,9% rispetto ai primi tre mesi del 2014, ha detto la Banca centrale.
La lettura «era un riflesso della debole performance della maggior parte dei settori economici», ha detto la banca.
A giugno 2014, l’istituto centrale ha stimato che la crescita nel 2014 avrebbe oscillato tra il 2,5% e il 3,5%. La banca ha reagito al rallentamento inserendo un ciclo di allentamento, tagliando i tassi d’interesse di 150 punti base da ottobre.
Unico dato “positivo” sono stati i depositi in conto corrente, con un surplus, sottile, di 28 milioni nel trimestre. Il peso cileno ha perso circa il 9% da inizio anno rispetto al dollaro statunitense, uno dei principali responsabili del calo di circa il 9% delle importazioni nel trimestre rispetto a un anno fa.