CILE. Al via il primo cavo sottomarino transpacifico che collegherà Sud America, Oceania e Asia

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Il Cile sta gradualmente portando i paesi sudamericani a bordo del suo progetto che prevede la realizzazione di un cavo sottomarino in fibra ottica che collegherà il Sud America all’Asia. Dopo l’Argentina, il secondo paese ad aver accettato di diventare suo partner è stato il Brasile. A riferirlo è l’agenzia di notizie Reuters.

A dare l’annuncio è stato il ministro degli Esteri brasiliano, Carlos Alberto Franco, in videoconferenza con il suo omologo cileno, Andres Allamand, e il ministro cileno dei Trasporti e delle telecomunicazioni Gloria Hutt. Queste le parole di Allamand: «La decisione del Brasile di aderire formalmente all’iniziativa è stata fondamentale per rendere realtà il cavo da 388 milioni di dollari e lungo circa 13.180 km (8.200 miglia). La sua adesione conferisce al progetto una spinta definitiva non solo perché il volume di traffico apportato dal Brasile è essenziale per la redditività economica, ma anche perché la sua partecipazione è fondamentale per la fattibilità politica del progetto stesso. L’iniziativa è straordinariamente significativa per l’integrazione regionale poiché, insieme all’Argentina, ci sono altri tre paesi coinvolti nel progetto e che speriamo si uniscano a noi prossimamente Uruguay, Paraguay e Bolivia. Australia e Nuova Zelanda hanno invece già confermato la loro partecipazione».

Il cavo Humboldt, che permetterà di collegare tre aree (Sud America, Asia-Pacifico e Oceano Indiano) caratterizzate da forte progresso economico, crescita sostenuta e tecnologia avanzata, misurerà circa 14.810 km. Rappresenta un progetto ambizioso perché collegherà tre continenti e  permetterà di aumentare e migliorare la connettività per oltre 270 milioni di persone.

La prima ad unirsi al progetto, all’inizio dell’anno, è stata l’Argentina. Durante una visita nel paese avvenuto lo scorso gennaio il Presidente cileno, Sebastián Piñera, e quello argentino, Alberto Fernàndez, hanno firmato una serie di accordi bilaterali, incluso quello per la realizzazione del cavo transpacifico.

Il cavo dovrebbe avere un sistema di otto fibre ottiche e una capacità di trasmissione dati iniziale fino a 400 Gbps. Collegherà Valparaíso e Sydney (Australia), passando per Auckland (Nuova Zelanda). Il collegamento tra l’Australia e l’Asia sarà effettuato da cinque cavi già attivi.

Il Cile ha ricevuto oltre 20 proposte di finanziamento per un importo sette volte l’investimento stimato. Secondo quanto riferito, tra i soggetti interessati al progetto ci sarebbero banche multilaterali e fondi di investimento privati. Tra gli investitori ci sarebbero la Banca giapponese per la cooperazione internazionale e il fondo ICT del paese.

La costruzione non è ancora stata commissionata a nessuna società specializzata.

In una dichiarazione congiunta rilasciata giovedì, i Ministri degli Esteri delle comunicazioni brasiliani hanno comunicato che i paesi coinvolti inizieranno presto i colloqui sul finanziamento e sui dettagli tecnici del progetto: «Brasile, Argentina e Cile attualmente rappresentano l’80% del traffico Internet in Sud America.

Il progetto completerà la connessione in fibra ottica del Brasile con i paesi vicini, consolidando l’infrastruttura digitale regionale e posizionando il paese come leader nella trasformazione digitale e nel mercato digitale nella regione. Nei prossimi mesi, i team tecnici dei paesi coinvolti approfondiranno le discussioni sulle modalità finanziarie e le tecniche di partecipazione del Brasile.

L’investimento totale sarà di circa 400 milioni di dollari e la prevista concessione pubblico-privata avrà probabilmente una durata di 25 anni».

Coraline Gangai