Dall’uniforme al saio

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ITALIA – Roma 15/05/2015. Una storia davvero singolare quella di Gianfranco Chiti, classe 1921, dopo quarant’anni di carriera nell’Esercito Italiano depone le stellette per vestire la tonaca francescana.

Qualche giorno fa nel Duomo di Orvieto il Vescovo, Monsignor Benedetto Tuzia, ha celebrato l’avvio della “Causa di beatificazione e canonizzazione di Fra Gianfranco Maria Chiti”. Nello stesso giorno a Roma nella Chiesa di San Giuseppe in Via della Lungara, è stata celebrata una Messa per iniziativa dei suoi compagni del Collegio-Scuola Militare della Capitale. I colleghi rimasti sono ormai pochi, la loro età avanzata e gli acciacchi, per alcuni, ne hanno impedito la presenza alla cerimonia. Uno dei più giovani, l’ottantasettenne Giorgio Ghiglione, li ha rappresentati, con commozione ma soprattutto con l’orgoglio di essere stato “cappellone”, cioè giovanissima recluta di Palazzo Salviati, nel 1939, quando Frate Chiti usciva dalla Scuola per entrare nell’Accademia Militare di Modena. Alcuni ex allievi della prestigiosa Nunziatella di Napoli erano invece presenti nel Duomo di Orvieto. Davanti ai labari delle due Scuole di Roma e della Teuliè di Milano, ad ex allievi della Nunziatella, e di alti gradi dell’esercito, un giovanissimo Frate, Emanuele Rimoli, a sua volta ex allievo di una Scuola Militare, La Nunziatella, ha officiato il rito religioso.

Al termine della Messa sono state lette brevi note che riassumono l’intensa vita di Frate Chiti: allievo della Teulié nel 1936 e dal 1937 al ’39 a Palazzo Salviati; quindi all’Accademia Militare di Modena e poi sui fronti della seconda guerra mondiale, giovane Tenente dei Granatieri: dalla Grecia, ai Balcani e per finire in Russia. Rientra in Italia con un grande bagaglio di insegnamenti e di solidarietà per i suoi Granatieri, ai quali ha dato prove di fermezza nel comando e di impegno per la loro incolumità durante i combattimenti. Raggiunge il grado di Generale di Brigata e a 58 anni lascia l’Esercito; poco dopo entra nel Convento dei Cappuccini di Colle San Mauro e il primo Novembre del 1979 prende i voti. Tre anni dopo, nel 1982, Fra Gianfranco Maria diveniva per tutti “Padre Chiti” con l’ordinazione sacerdotale. Ad assistere alla sua prima messa, oltre a parenti, amici, estimatori, autorità ministeriali e numerosi alti Ufficiali delle Forze Armate. Il suo ministero, intensamente vissuto come missione, interpretò i valori del messaggio francescano, sostenendo che non vi fosse contraddizione con la sua trascorsa esperienza militare ricordando che anche Francesco d’Assisi e Paolo di Tarso, prima della Croce avevano impugnato la spada.
Ha avuto l’onore di concelebrare una Messa con il Papa Paolo II, nella Sua Cappella privata.
Nel 1983 diventa, nel Centenario della Scuola Militare di Palazzo Salviati, Cappellano ufficiale dell’Associazione Ex Allievi, oltre ad essere già Cappellano dei Granatieri. Viene poi mandato ad Orvieto con l’incarico di seguire le sorti del rudere di un convento che riesce a restaurare e farlo diventare luogo di incontri e di preghiera: il Convento di S. Crispino. Si occupò poi dell’allestimento di un Centro per il recupero di tossicodipendenti che guidò con la fermezza del militare e la compassione del frate. Alla fine dell’estate del 2004 purtroppo un grave incidente d’auto fermò il suo cammino che lo portò prima al ricovero presso l’ospedale di Orvieto, visto le gravi condizioni venne trasferito, per una lunga degenza, all’Ospedale Militare “Celio” di Roma, non si riprese e morì il 20 novembre dello stesso anno.
La camera ardente venne allestita presso il Museo dei Granatieri in Santa Croce di Gerusalemme a Roma, le esequie furono officiate nel duomo di Orvieto ancora una volta alla presenza dei più alti gradi dell’Esercito.
Riposa nel cimitero monumentale di Pesaro nella tomba di Famiglia, sua città di adozione.

alessandra.mulas@gmail.com