CHIP WAR. TSMC indagata dagli USA per i chip a Huawei

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TSMC ha dichiarato di essersi impegnato a rispettare i controlli sulle esportazioni in seguito alle segnalazioni secondo cui era sotto inchiesta per verificare se avesse prodotto chip per intelligenza artificiale e smartphone per la cinese Huawei Technologies. TSMC è stato un fornitore importante per Huawei fino al 2020, quando Washington ha introdotto nuove regole che hanno impedito all’azienda di continuare a farlo.

Ma, secondo The Information, ripresa da AF, ci sarebbe una indagine aperta per vedere se TSMC abbia violato o meno quelle regole o non abbia eseguito la due diligence necessaria per garantire che Huawei non potesse acquisire i suoi chip.

L’indagine è guidata dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, che negli ultimi due anni ha ampliato le sue regole di controllo delle esportazioni per interrompere il flusso di semiconduttori avanzati e tecnologie di produzione di chip verso la Cina.

I funzionari stanno indagando se TSMC ha prodotto chip per smartphone per i dispositivi Huawei, in particolare la serie Mate 60 che ha colto di sorpresa il mercato degli smartphone, considerando che l’azienda sanzionata dagli Stati Uniti era sull’orlo del baratro. Stanno anche indagando se TSMC stesse producendo chip per server AI progettati da Huawei. Ciò includerebbe eventuali vendite indirette, potenzialmente tramite società intermediarie.

Come parte di ciò, i funzionari stanno indagando se TSMC ha messo in atto controlli adeguati, come il know-your-customer, prima di elaborare gli ordini. The Information ha affermato che l’indagine era ancora nelle sue fasi iniziali e che non era ancora chiaro quanto tempo ci sarebbe voluto per giungere a una conclusione.

Tuttavia, se si scoprisse che TSMC ha violato le normative sulle esportazioni, potrebbe dover affrontare multe o sanzioni più severe, come una restrizione temporanea all’accesso alla tecnologia statunitense. In risposta, TSMC ha affermato di essere un’azienda rispettosa della legge, che opera in conformità con le leggi e le normative.

Reuters riporta un comunicato della società taiwanese: ”Se abbiamo motivo di credere che ci siano potenziali problemi, agiremo tempestivamente per garantire la conformità, tra cui condurre indagini e comunicare in modo attivo con le parti interessate, inclusi clienti e autorità di regolamentazione, se necessario”.

L’indagine arriva in un momento cruciale per TSMC, considerando che è destinata a ricevere miliardi di dollari in sussidi dal governo di Joe Biden per costruire il suo terzo stabilimento in Arizona. Il produttore di chip ha già investito 40 miliardi di dollari nelle fabbriche che dovrebbero produrre chip da 2 nm, 3 nm e 4 nm. Nonostante ciò, le azioni dell’azienda non sono state influenzate dal rapporto. 

L’indagine sui potenziali legami di TSMC con Huawei arriva in un momento in cui gli Stati Uniti stanno esaminando attentamente le catene di fornitura di chip per impedire alla Cina di accedere a chip avanzati e tecnologie correlate. Tale sforzo è mirato in particolar modo a Huawei, che Washington ha inserito nella lista nera nel 2019.

Nel 2020, Washington ha ulteriormente stretto le sanzioni su Huawei richiedendo ai produttori stranieri che utilizzano apparecchiature di produzione di chip statunitensi di ottenere una licenza prima di poter vendere semiconduttori a Huawei.

Le regole hanno decimato l’attività di Huawei, che è passata dall’essere il secondo produttore di smartphone al mondo a essere quasi inesistente. Ma nel 2023 Huawei ha lanciato una nuova serie di smartphone, alimentata da un chip da 7 nm di produzione nazionale, che è stata vista in tutta la Cina come una “sconfitta” delle sanzioni statunitensi.

Il lancio del telefono ha fatto suonare campanelli d’allarme anche negli Stati Uniti, perché Huawei potrebbe aver trovato un modo per aggirare le sanzioni. Questa preoccupazione ha portato gli Stati Uniti a reprimere qualsiasi produttore di chip cinese con legami con Huawei. L’indagine su TSMC indica che gli Stati Uniti stanno ora esaminando anche i produttori di chip al di fuori della Cina.

Huawei, nel frattempo, ha sostenuto di aver sviluppato il chip da 7 nm con Semiconductor Manufacturing International Corporation, Smic, il più grande produttore di chip cinese. SMIC e Huawei stanno anche lavorando allo sviluppo di chip da 5 nm, con miliardi di dollari di sostegno da Pechino. 

Huawei ha anche prodotto chip AI e ha conquistato il mercato da Nvidia, che rimane limitata nella vendita dei suoi chip più avanzati in Cina.

Lucia Giannini

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