CENTRO ASIA. Sono fermi in Afghanistan i lavori dei gasdotti

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Sono ancora fermi i lavori sui gasdotti centrasiatici. Lo scorso 25 novembre la Tass riportata che il ministro dell’economia pakistano Omar Ayub Khan ha detto che la realizzazione del gasdotto trans-afghano Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India, Tapi, è stato fermato in attesa della stabilizzazione della situazione in Afghanistan. «Al momento nessuno sta lavorando su questo progetto in Afghanistan, così come su altri progetti», ha detto il ministro a Ekaterinburg, dove stava partecipando a una sessione di una commissione intergovernativa Pakistan-Russia.

Le parole del ministro pakistano si aggiungono agli scambi che hanno avuto luogo tra i funzionari turkmeni e afgani a Herat, in cui le conversazioni si sono concentrate sui progressi non solo sull’attuazione del Tapi, ma anche sulle linee di trasmissione elettrica ad alta tensione Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan, Tap, le connessioni in fibra ottica e una ferrovia tra i paesi. La posizione afgana delineata in quel momento è stata netta: la mancanza di fondi blocca i lavori.

A causa dell’incertezza a cui alludeva Omar Ayub Khan, la prospettiva che le istituzioni finanziarie internazionali forniscano grandi finanziamenti per qualsiasi cosa relativa all’Afghanistan sembra debole nel prossimo futuro, così il Turkmenistan, che è cronicamente riluttante a investire il proprio denaro in progetti transnazionali, è in difficoltà, riporta BneIntellinews.

Nel frattempo, più a ovest, l’Azerbaigian, l’Iran e il Turkmenistan hanno concordato un accordo di scambio di gas. Secondo questo accordo, annunciato durante un incontro tra i leader di Azerbaigian e Iran, il Turkmenistan fornirà gas all’Iran, che a sua volta ne fornirà una quantità equivalente all’Azerbaigian. La necessità di questo sistema “pass-the-parcel” è resa necessaria dalla struttura della rete del gas iraniana. Anche se il paese è ricco di questa risorsa, le aree remote vicino al confine turkmeno ne sono spesso a corto.

In verità, però, i volumi sono minuscoli, pari a circa 1,5 miliardi a 2 miliardi di metri cubi di gas all’anno, quindi l’accordo è più simbolico che altro. Se fosse realizzata la cooperazione energetica tra il Turkmenistan e l’Azerbaigian, non ci sarà bisogno dell’aiuto di intermediari. In questo senso è andato propio l’incontro del 26 novembre tra i due paesi: sviluppo congiunto di progetti energetici.

Il 29 novembre, poi, Vagit Alekperov, amministratore delegato di Lukoil, nato a Baku, ha visitato Ashgabat per colloqui con il presidente, come riporta Neutral Turkmenistan una delle aspettative di Ashgabat da questa partnership è che Lukoil aiuterà il Turkmenistan a diversificare le rotte di esportazione dell’energia.

Il presidente turkmeno Berdimuhamedov ha presieduto il 15° vertice dell’Organizzazione di Cooperazione Economica, o ECO (Afghanistan, Azerbaijan, Iran, Pakistan e Turchia, oltre ai cinque stati ex sovietici dell’Asia centrale) in cui è stato firmato il Consenso di Ashgabat sulle azioni, vale a dire, la creazione di una zona di libero scambio in tutto l’aspirante blocco e lo sviluppo di tabelle di marcia per la cooperazione industriale.

Graziella Giangiulio