CAUCASO. L’architrave della nuova geopolitica eurasiatica

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Il Mar Caspio è il nuovo scacchiere su cui stanno giocando Teheran e Mosca, consolo risultato di aver aumentato la resistenza degli attori dell’area. 

Le reazioni dell’Azerbaigian alle accuse di Teheran di ospitare droni israeliani e al sanguinoso raid della polizia di Mosca contro cittadini azerbaigiani a Ekaterinburg evidenziano che non solo l’Azerbaigian, ma l’intera regione del Mar Caspio, compresa l’Asia centrale, è sempre meno disposta a svolgere il ruolo di cuscinetto, riporta AT.

Questi incidenti metterebbero in luce il declino del potere deterrente dei vecchi egemoni e l’emergere di una nuova assertività regionale fondata sul multi-vettore e sul plurilateralismo cooperativo. Gli stati dell’Asia centrale stanno osservando silenziosamente l’evoluzione degli affari nel Caucaso meridionale, e viceversa. Con l’Organizzazione degli Stati Turchi che acquisisce coerenza e con molteplici strutture cooperative trilaterali al suo interno, la macroregione del Caucaso meridionale-Asia centrale è sempre più plasmata non dalla proiezione di potere verticale, ma da legami laterali.

La cruciale posizione geopolitica del Caucaso meridionale tra il Mar Caspio e il Mar Nero, compresi i suoi legami già profondi e ancora in via di sviluppo con l’Asia centrale a est e l’Europa a ovest, rende assai interessante l’attuale evoluzione della regione. 

Il Caucaso meridionale costituisce un corridoio strategico di profondità verso ovest per Asia centrale, che offre l’unica valida alternativa di transito est-ovest alle rotte che attraversano la Russia o l’Iran.

L’Azerbaigian è il fulcro di questo corridoio. Il suo territorio ospita e integra infrastrutture essenziali che collegano l’Asia centrale alla Turchia e poi all’Europa attraverso corridoi fisici già operativi e in espansione.

Al centro c’è il Corridoio Centrale, Via di Trasporto Internazionale Transcaspica, TITR, che ha origine in Kazakistan, attraversa il Mar Caspio e attraversa Azerbaigian, Georgia e Turchia prima di entrare nei mercati europei.

A seguito delle sanzioni alla Russia, questa rotta ha acquisito maggiore importanza: non è solo una grande visione infrastrutturale, ma si basa su accordi multilaterali concreti e hub logistici multimodali funzionanti.

Un nodo centrale del Corridoio Centrale è il porto di Alat, a sud di Baku, che ospita il trasbordo di container dal traffico marittimo a quello ferroviario e stradale. Funge da principale snodo logistico tra i sistemi di transito transcaspici e del Caucaso meridionale.

La ferrovia Baku-Tbilisi-Kars, BTK, fornisce un collegamento ferroviario diretto dal bacino del Caucaso all’Anatolia e poi all’Europa, bypassando sia il territorio russo che quello iraniano. Il suo volume di merci è aumentato significativamente negli ultimi anni, in particolare dall’inizio del 2022. La recente espansione della capacità e il raddoppio dei tratti chiave la rendono un’arteria permanente di transito eurasiatica.

Le infrastrutture per l’esportazione di energia aumentano ulteriormente l’attenzione dell’Asia centrale sul Caucaso meridionale. Il Corridoio Meridionale del Gas, SGC, vettore energetico non russo e non iraniano, trasporta il gas naturale azero dal Mar Caspio ai mercati europei. L’espansione della capacità di trasporto del l’SGC, inclusi gli interconnettori nelle reti balcaniche e ora nell’Europa centro-orientale, riflette la sua rilevanza geostrategica.

Il Kazakistan e l’Uzbekistan stanno integrando ulteriormente il Caucaso meridionale nella strategia dell’Asia centrale attraverso una crescente cooperazione in materia di energia e trasporti. Nel 2022 e nel 2023, l’Azerbaigian e il Kazakistan hanno firmato accordi successivi per incrementare il trasbordo di petrolio attraverso il Mar Caspio, mentre l’Uzbekistan ha coordinato in modo analogo le rotte merci containerizzate.

I formati trilaterali e quadrilaterali tra gli Stati dell’Asia centrale e del Caucaso meridionale hanno iniziato a istituzionalizzare un coordinamento regolare su attività pratiche come la semplificazione doganale, il traffico portuale e l’allineamento degli orari di trasporto merci.

L’Uzbekistan e persino il Turkmenistan, con l’assistenza del Kazakistan e dell’Azerbaigian, si stanno ora integrando in modo più completo nel Corridoio Centrale. Le istituzioni finanziarie internazionali, che inizialmente avevano preso di mira solo il Kazakistan in Asia centrale, stanno ora estendendo la cooperazione ad altri Stati della regione.

Questo sviluppo integra il coordinamento dell’armonizzazione doganale e della documentazione digitale tra Azerbaigian, Georgia e Turchia per risolvere i colli di bottiglia non fisici a ovest del Mar Caspio.

Il Caucaso meridionale è un elemento integrante dell’Asia centrale nel più ampio sistema eurasiatico.

I riallineamenti infrastrutturali e diplomatici nel Caucaso meridionale e in Asia centrale segnano una riconfigurazione dell’architettura interna, in cui la capacità di coordinare i diversi ambiti ha un peso strategico maggiore rispetto ai tradizionali schieramenti di blocco o alleanze.

Questa riorganizzazione assume ulteriore importanza alla luce della crescente presenza della Cina in Asia centrale. Anziché competere direttamente con Pechino, il Caucaso meridionale offre una rotta parallela per gli scambi est-ovest.

Anna Lotti

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