CARDIOLOGIA. Come avere notizie Fact Checked

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La proliferazione delle fake news è forse uno degli inconvenienti più annosi e dannosi dell’informazione catturata dalla rete globale.

Reperire notizie sicure, affidabili e certificate impone ora un lavoro aggiuntivo a quanti si rivolgono agli utenti del web.

La Fondazione Merck Serono ha da poco pubblicato una nuova area clinica dedicata alla cardiologia.

L’obiettivo dei contenuti – sui quali campeggia il bollino Fact checked – è la trattazione delle malattie cardiovascolari a maggiore frequenza, con un’attenzione particolare a quelle meno coperte in termini di comunicazione: lo scompenso cardiaco.

L’offerta dei motori di ricerca – sono tantissimi gli italiani che si affidano ai risultati proposti per orientarsi nella galassia della medicina – ha spinto grandi e piccole realtà ad assicurarsi un pool d’esperti in grado di scrivere testi facilmente comprensibili e che dispongano di contenuti sempre aggiornati.

L’interesse dimostrato d’altra parte è sinonimo di una necessità in costante crescita.

“D’altra parte – scrive la Fondazione – patologie come l’ipertensione arteriosa e le aritmie sono molto diffuse e altrettante le persone che cercano riscontri oggettivi”.

Prendiamo l’esempio dell’infarto del miocardio. Pur avendo oggi un rischio di decesso più basso rispetto ai decenni passati, rimane una malattie grave.

“Perciò – spiegano dalla Merck Serono – è importante conoscere sia gli approcci che possono prevenirlo, sia le soluzioni da adottare nella fase del recupero, dopo la risoluzione dell’evento acuto”.

Dello scompenso cardiaco – e torniamo all’argomento d’apertura – si parla meno sui mezzi di comunicazione – tv, radio, carta stampata e digitale – ma la malattia nella sua forma cronica richiede un approccio assolutamente preciso e circostanziato. Trattamento che dura per l’intera vita del paziente e comporta – un po’ come accade con il motore dell’auto – una messa a punto progressiva in ragione del quadro evolutivo.

Nei Paesi a forte sviluppo – è sempre la Fondazione a fornire i dati – la frequenza dello scompenso cardiaco oscilla tra l’1 e il 2% nella popolazione adulta. Salendo a una percentuale tutt’altro che trascurabile – maggiore o uguale al 10% – in chi ha un’età superiore a 70 anni. L’osservazione clinica ha poi prodotto altre considerazioni rilevanti: vale a dire, nelle persone over 65 in cura dal medico di Medicina generale, lo scompenso cardiaco non individuato in precedenza è presente in 1 caso su 6. Vi è inoltre una differenza tra i sessi sempre in base all’età: il rischio che uno scompenso cardiaco si sviluppi nel corso della vita in un soggetto di 55 anni è pari al 33% negli uomini e del 28% nelle donne.

Può apparire superfluo, in realtà non lo è affatto, ribadire il concetto della prevenzione: la maggior parte delle malattie a carico dell’apparato cardiovascolare può essere contrastata o ritardata intervenendo sulle abitudini e sugli stili di vita mettendo una barriera ai fattori di rischio.

La Fondazione ha quindi messo online, nell’area cardiologia da poco attivata, una serie di schede che illustrano il rapporto alimentazione, eccesso ponderale (peso eccessivo), dislipidemia, fumo, attività fisica e sonno da un lato e malattie cardiovascolari dall’altro.

Stesso discorso sull’ipertensione arteriosa – da considerarsi a tutti gli effetti disfunzione – altresì indicata quale fattore di rischio per lo sviluppo di patologie.

Infine, la Merck Serono ha “licenziato” le schede su aterosclerosi e diabete, ponendo in luce la relazione esistente tra le alterazioni del metabolismo e le patologie cardiovascolari.

Marco Valeriani