Caracas più cara di New York

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REGNO UNITO – Londra, 07/03/2014. Caracas è la sesta città più cara al mondo e la prima del Continente americano, superando persino New York. Lo sostiene un rapporto presentato dall’Intelligence Unit della rivista britannica The Economist (EIU). 

 

Il costo della vita nella capitale del Venezuela è pari a quello di Ginevra, Melbourne e Tokyo, città che l’anno scorso si aggiudicò il primo posto dello stesso ranking mondiale. 

Il risultato di Caracas per il 2014 è di tre posizioni più alto del 2013 e, secondo il rapporto, si deve soprattutto all’imposizione di un tasso di cambio ufficiale artificialmente alto che limita fortemente il potere di acquisto dei suoi abitanti.

«Caracas conferma la sua presenza nella top ten delle città più care. Nonostante il rigido controllo sui prezzi dei prodotti base, specialmente dei carburanti, Caracas continua a soffrire di una notevole inflazione locale (56% ndr), mentre i tassi di cambio ufficiali restano invariati su livelli artificialmente elevati. Ciò significa che non vi è uno sbocco che possa attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi relativi. Inoltre, i tassi di cambio non ufficiali o del mercato nero aggravano la situazione, perché attribuiscono alla valuta venezuelana, il bolivar, un valore più basso, insieme a un corrispondente declino del costo della vita. Attualmente infatti, il valore ufficiale del bolivar, pari a 6,29 dollari statunitensi, è indebolito dai tassi del mercato illecito che valuta la moneta venezuelana meno di un decimo della cifra ufficiale. Di conseguenza, se si applicassero tassi di cambio paralleli per il bolivar, Caracas diventerebbe immediatamente la città più economica del mondo e non si collocherebbe in questa ingannevole sesta posizione tra le più costose, seppur condivisa». 

La pubblicazione dell’Intelligence Unit è semestrale, si intitola “The Worldwide Cost of Living 2014” e descrive i risultati di un’analisi comparativa condotta in 140 città di 93 Paesi di tutto il globo su oltre 400 prezzi di 160 prodotti e servizi che includono: cibi, bevande, vestiti, articoli per la casa e per l’igiene personale, canoni d’affitto, trasporto, costi per le utenze, spese legate al sistema scolastico, all’aiuto domestico e alle attività per il tempo libero. 

Se, per esempio, nella città più cara del mondo del 2014, Singapore, un chilo di pane costa 3,3 dollari statunitensi, a Caracas bisogna pagare 11 dollari statunitensi al tasso di cambio ufficiale. D’altro canto, un litro di benzina venezuelano continua a costare solo US$0,02, mantenendo il prezzo del 2013, mentre a Singapore US$ 1,73. 

Se ancora, per esempio, il prezzo medio di una bottiglia di vino da 750ml è pari a US$25,04 a Singapore, la stessa costerà US$22,41 ai venezuelani che nel 2013 la pagavano US$18,14, cinque anni fa US$14,61 e dieci anni fa US$6,04. 

Un ultimo esempio infine: un pacchetto di venti sigarette di marca oggi costa mediamente US$9,55 a Singapore, quando dieci anni fa ne costava US$4,72, mentre a Caracas oggi vale US$6,36 e dieci anni fa US$1,25. 

La capitale asiatica adottata come termine di paragone, prima classificata del 2014, in sesta posizione nel 2013 e diciottesima dieci anni fa, deve invece il suo risultato alla forza della sua moneta e al fatto che, come afferma la rivista, «l’aumento dei prezzi è stato costante e molto rilevante nell’ultimo decennio». Basti pensare, per esempio, che i costi per il trasporto nella città-Stato sono circa tre volte superiori a quelli di New York. Bisogna poi considerare che la scarsità di risorse naturali la rende dipendente da altri Paesi per l’offerta di servizi base come quelli energetico e idrico. 

Nella top ten, seguono Singapore: Parigi (Francia), Oslo (Norvegia), Zurigo (Svizzera), Sidney (Australia), Caracas per l’appunto, insieme a Ginevra (Svizzera), Melbourne (Australia) e Tokyo (Giappone), e infine Copenaghen (Danimarca). 

All’estremo opposto, tra le città con il costo della vita più basso, chiudono la classifica, a cominciare dall’ultima: Mumbai (India), Karachi (Pakistan), Nuova Delhi (India), Damasco (Siria), Katmandu (Nepal), Algeri (Algeria), Bucarest (Romania), Panama (Panamá), Gedda e Riyad (Arabia Saudita). 

Silvia Pettini