Come disarmare gli anti Balaka?

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REPUBBLICA CENTROAFRICANA – Bangui 23/03/2014. Il governo della Repubblica Centrafricana ha detto che vuole identificare , disarmare e smobilitare le milizie anti-Balaka.

La proposta di farli transitare in campi di rieducazione prima di mandarli a casa è stata accolta con scetticismo da Unione Africana e capi militari francesi, riportai l’agenzia Irin. L’anti-Balaka (termine che significa “a prova di proiettile”) sono unità di autodifesa formate per contrastare l’alleanza Seleka dei gruppi ribelli a maggioranza musulmana che ha spodestato il presidente Francois Bozizé nel marzo 2013. Una serie di atrocità sono state attribuite a entrambi i gruppi. L’anti-Balaka ha fatto irruzione a Bangui, a dicembre 2013 e da allora i 130mila musulmani che un tempo vivevano nella capitale sono fuggiti. Un leader anti- Balaka, Joachim Kokate, ora consigliere del nuovo governo ad interim, ha detto che li stanno censendo per poi mandarli a casa ma che molti si aspettano una sorta di ricompensa dal governo. Ma il governo dispone di pochi fondi per la smobilitazione e il reinserimento. Il capo del contingente dell’Unione africana in Car, generale Simon Martin Tumenta, li descrive in una recente conferenza stampa come «briganti e terroristi» che, a differenza del Seleka, non hanno mai mantenuto la parola; simile giudizio ha dato il generale Francisco Soriano, comandante della Sangaris , la missione di pace francese. I membri della Seleka , d’altra parte, ha detto Soriano, sono attualmente in campi sotto il controllo internazionale fatto possibile perché «noi sappiamo chi sono. Ma chi sono l’anti-Balaka? (..) Hanno un capo che annuncia di avere 25mila uomini sotto il suo comando e un altro che annuncia di averne 30mila. Dove mettiamo 55mila persone e se li mettiamo nei campi chi ne sarà responsabile?». All’inizio di marzo 2014, scontri a fuoco scoppiati nella città occidentale di Berbérati quando le forze di pace dell’Ua e la polizia hanno cercato di disarmare i gruppi anti- Balaka. Da allora , c’è stato uno stallo, con rinforzi anti- Balaka giunti in zona con l’ordine di non affrontare le truppe dell’Ua. Dopo aver visitato Berberati a capo di una delegazione di agenzie delle Nazioni Unite, Kouassi Lazare Etien , coordinatore umanitario ad interim del paese, ha detto: «Normalmente, per un disarmo di successo di un gruppo armato, questo deve essere messo nei campi, a mio avviso la decisione deve essere pressa dal governo in modo che possano essere disarmati e raggruppati».