CAPO VERDE. Vietato l’attracco alla nave contaminata da hantavirus

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Lunedì, le autorità sanitarie di Capo Verde hanno negato l’autorizzazione all’attracco nel porto di Praia alla nave da crociera polare MV Hondius, a bordo della quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato sette casi di hantavirus – due dei quali confermati in laboratorio – e tre decessi collegati al viaggio. 

La decisione lascia le quasi 150 persone a bordo in isolamento prolungato nelle acque dell’Atlantico, mentre vengono coordinate le evacuazioni mediche per i pazienti in condizioni più gravi e le autorità valutano la possibilità di proseguire il viaggio verso le Isole Canarie, territorio spagnolo, che ha già rifiutato l’attracco.

“In coordinamento con altre autorità, alla nave non è stata concessa l’autorizzazione all’attracco nel porto di Praia”, ha dichiarato Maria da Luz Lima, presidente dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica di Capo Verde, a Radio Cabo Verde. Il provvedimento è stato adottato a scopo precauzionale per “proteggere la popolazione capoverdiana”, secondo una dichiarazione del Ministero della Salute del Paese. Un’équipe medica locale è salita a bordo della nave per valutare i pazienti sintomatici e fornire cure specialistiche a chi ne avesse bisogno, riporta MercoPress.

A bordo della Hondius, nave battente bandiera olandese, si trovano 147 passeggeri e membri dell’equipaggio di 23 nazionalità diverse, tra cui 17 americani e almeno 4 canadesi, secondo quanto dichiarato dalla compagnia di navigazione Oceanwide Expeditions. Due membri dell’equipaggio, uno britannico e uno olandese, necessitano di cure mediche urgenti. I Paesi Bassi stanno coordinando l’assistenza consolare e preparando un’evacuazione aerea con velivoli specializzati, mentre un paziente britannico di 69 anni rimane ricoverato in condizioni critiche in una clinica privata di Johannesburg, dove è stata confermata la sua positività all’hantavirus.

Le vittime accertate sono una coppia olandese: il marito, di 70 anni, è deceduto l’11 aprile sull’isola britannica di Sant’Elena, mentre la moglie, di 69 anni, è morta dopo lo sbarco in Sudafrica; e un passeggero tedesco, deceduto il 2 maggio, la cui causa di morte non è ancora stata accertata. La positività del passeggero olandese è stata confermata dall’autopsia. I sintomi tra le persone infette variano da febbre e disturbi gastrointestinali a polmonite a rapida progressione, insufficienza respiratoria e shock, con insorgenza della malattia registrata tra il 6 e il 28 aprile.

Il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri Kluge, ha affermato che “il rischio per la popolazione generale rimane basso. Non c’è motivo di panico o di restrizioni di viaggio”. L’organizzazione sta coordinando con i paesi coinvolti le operazioni di evacuazione, le indagini epidemiologiche e il sequenziamento genetico del virus, nel tentativo di identificare il ceppo specifico. 

Il virus Andes, riscontrato in Argentina e Cile, è l’unica variante di hantavirus con casi documentati di trasmissione da uomo a uomo, secondo gli esperti consultati, una circostanza che assume rilevanza dato che la nave Hondius è salpata il 20 marzo dal porto argentino di Ushuaia. L’itinerario della nave prevedeva tappe in Antartide, Isole Falkland, Georgia del Sud, Tristan da Cunha, Sant’Elena e Ascensione prima di raggiungere le acque di Capo Verde il 3 maggio.

Lucia Giannini 

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