Caos in Siria. Hezbollah rinvia congresso

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LIBANO – Beirut. Nuovo rinvio per il congresso del Partito di Dio. Hezbollah avrebbe dovuto tenere il suo congresso generale, alla fine del 2012, poi è stato rinviato alla primavera 2013, e ora rinviato nuovamente per il settembre 2013. Il motivo? La situazione in Siria, in primis.

Hezbollah intenderebbe così stabilire le sue priorità in conformità con gli sviluppi damasceni. Hezbollah  è legato al regime siriano da un partenariato strategico, parte dell'”asse della resistenza” a guida iraniana nel Medio Oriente. Dal 1986, anno del primo congresso del partito, Hezbollah ha tenuto nove consecutivi congressi generali. Nel primo congresso fu eletto il primo segretario generale, lo sceicco Subhi al-Tufayli, che rimase in carsico fino al 1991, anno in cui fu eletto il secondo segretario generale, Abbas al-Musawi. Dopo la morte di Musawi nel 1992, Hassan Nasrallah è stato eletto il suo successore e ad oggi resta in carica. Secondo le procedure interne iniziali, il segretario generale poteva ricoprire l’incarico per due mandati, la  procedura è stata poi modificata anni dopo per consentire a Nasrallah di rimanere al suo posto indefinitamente. Al momento, a saper ben leggere le voci interne al partito, Nasrallah non dovrebbe ricandidarsi al prossimo congresso di settembre.

Questo non comporterebbe la rinunzia di Nasrallah ai suoi poteri, ma comporterebbe un cambiamento nella struttura di vertice del partito per dare ampio poteri ad una nuova figura che dovrebbe essere chiamata “Guida Suprema” sul modello iraniano. Questa incarico dovrebbe essere dato a Nasrallah. 

Una simile ristrutturazione è legata, probabilmente, alla confusione interna creata dagli eventi siriani: Hezbollah collabora ancora con il regime siriano, scambia servizi e tutela interessi strategici. Il partito, di fatto, dipende geopoliticamente dalla Siria, che fornisce a Hezbollah armi, e protezione in diversi modi.

Inoltre, nel corso degli ultimi anni Hezbollah ha fatto crescere significativamente la propria struttura organizzativa, a dettare questa esigenza in particolare problemi di sicurezza interna rappresentati dalla comparsa di forze libanesi, con idee politiche contrastanti. Il conflitto potrebbe scoppiare in un attimo.  

Negli ultimi anni, Hezbollah ha istituito un ala militare capace di rispondere a quelle che il partito considera sfide alla sicurezza interna; di questa struttura fanno parte le “Brigate della Resistenza”, che contano migliaia di membri. Hezbollah, poi, ha voluto assicurarsi che non vi fosse alcun legame organizzativo tra l’ala militare e il resto del partito. 

Questi sviluppi interni comportano che il partito avrà bisogno di più tempo per prepararsi per il suo prossimo congresso generale, vista anche la sua preoccupazione per la complessa situazione politica e di sicurezza sia a livello nazionale che in tutta la regione.

A tutto ciò va aggiunto che il rinvio serve anche al partito per penetrare meglio all’intero di settori della società libanese, tra cui studenti, professionisti, economisti, militari, polizia,  e, non ultimi consulenti finanziari, per evitare il ripetersi di gravi casi di corruzione che hanno sconvolto la vita del partito. 

Il partito ha bisogno di prendersi il tempo necessario per preparare un documento politico sulle rivoluzioni della “primavera araba”. 

La confusione politica e intellettuale su questo argomento è grande e diffusa. Le rivoluzioni arabe hanno inferto un duro colpo all’idea di unità islamica. Ciò è particolarmente vero per il caso siriano, un conflitto tra sunniti da un lato e alawiti e sciiti dall’altro.

Allo stesso modo, il caso Bahrein, interpretato nel Golfo non come un movimento di riforma, ma come un tentativo iraniano di aizzare gli sciiti del paese per protestare contro il governo sunnita. Occorre quindi muoversi con molta cautela. vista la sua alleanza strategica con il regime siriano, da un lato, e la sua volontà di non lasciare che questo conflitto danneggi il suo già fragile rapporto con i Fratelli Musulmani in Egitto, dall’altro.