CAMBOGIA. L’apolidia è la nuova arma del governo per zittire l’opposizione

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La Cambogia ha modificato la propria Costituzione e promulgato una nuova legge nel luglio 2025, che consente alle autorità di revocare la cittadinanza khmer a coloro che commettono tradimento, collusione con potenze straniere o minano la sicurezza nazionale. Il governo ha affermato che la legge rafforzerà il nazionalismo nel contesto della disputa di confine con la Thailandia, ma critici e oppositori l’hanno definita l’ennesima misura autoritaria volta a reprimere il dissenso.

Secondo quanto riportato da Global Voices, il 27 giugno 2025, l’ex Primo Ministro e attuale Presidente del Senato, Hun Sen, ha proposto un emendamento per consentire la revoca della cittadinanza cambogiana a coloro che sono accusati di collusione con forze straniere. La legge è stata approvata dal Consiglio Costituzionale il 2 luglio 2025, ratificata dall’Assemblea Nazionale l’11 luglio 2025 e approvata dal Senato il 15 luglio 2025. Il disegno di legge di modifica della legge sulla cittadinanza è stato approvato il 25 agosto 2025 e il “Decreto di attuazione della legge sulla cittadinanza” è stato pubblicato il 22 gennaio 2026.

In sintesi, la Costituzione modificata consente ora alle autorità di revocare la cittadinanza a coloro che si rendono colpevoli di “tradimento, collusione con paesi stranieri, indebolimento della sovranità nazionale o della sicurezza nazionale, o che sono stati condannati dai tribunali per vari reati, tra cui tradimento o oltraggio al re”.

Il primo Ministro Hun Manet, figlio del Presidente del Senato Hun Sen, ha dichiarato in un discorso che i cittadini rispettosi della legge non hanno nulla da temere riguardo alle modifiche: “Se siete patrioti e siete determinati fino all’ultimo respiro a non agire contro gli interessi della Cambogia, non preoccupatevi. Ma se avete un piano per cospirare con un paese straniero al fine di distruggere gli interessi cambogiani, allora dovreste essere [preoccupati]. E, se siete così, non dovreste rimanere cambogiani”.

I suoi sostenitori in Parlamento hanno insistito sul fatto che gli emendamenti sottolineavano il valore del nazionalismo e la necessità di “proteggere la nazione”. Ma in una dichiarazione congiunta, circa 50 organizzazioni della società civile hanno avvertito che gli emendamenti potrebbero essere usati per colpire attivisti e difensori dei diritti umani e legalizzare l’apolidia: “Rischiamo di diventare apolidi, senza diritti e prigionieri nella nostra stessa patria. Il potenziale di abuso nell’applicazione di questa legge formulata in modo vago, che prende di mira le persone sulla base della loro etnia, delle loro opinioni politiche, della loro libertà di parola e del loro attivismo, è semplicemente troppo alto per essere accettato. Il governo ha molti poteri, ma non dovrebbe avere il potere di decidere arbitrariamente chi è e chi non è cambogiano”.

La procedura è formulata in modo così vago che chiunque sia anche solo accusato di compromettere la sicurezza nazionale o la sovranità può perdere la cittadinanza cambogiana, anche se è l’unica cittadinanza che possiede. Inoltre, chiunque venga condannato per reati minori che incidono sulla “sicurezza nazionale” può essere privato della cittadinanza.

La revoca della cittadinanza in Cambogia comporta conseguenze gravi e significative. Elimina le fondamenta del diritto di una persona a possedere terre, ad accedere all’assistenza sanitaria, ad andare a scuola, a sposarsi, a lavorare legalmente, a partecipare alla vita politica e a viaggiare da e per il Paese. Questi emendamenti rischiano di privare arbitrariamente i cambogiani della loro nazionalità e dei loro diritti fondamentali, con un effetto dissuasivo di vasta portata sulla libertà di espressione.

Negli ultimi anni, il partito al governo è stato accusato di strumentalizzare leggi e tribunali per imporre la chiusura di organi di stampa, sciogliere partiti di opposizione e imprigionare giovani attivisti, tra cui il caso eclatante della detenzione continuata di giovani attivisti di Mother Nature, un’organizzazione per i diritti ambientali impegnata nel rafforzamento delle tutele ambientali in Cambogia.

Le tensioni di confine tra Thailandia e Cambogia persistono [METTERE LINK A Le tensioni di confine tra Thailandia e Cambogia persistono] e il partito al potere, guidato da Hun Manet e da suo padre, continua a consolidare il controllo politico criminalizzando il dissenso. Un’altra tattica legale che ora possono impiegare arbitrariamente è quella di minacciare la revoca della cittadinanza a critici e oppositori politici, a testimonianza del deterioramento dello spazio civico nel paese.

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Maddalena Ingrao