BURUNDI. Missione segreta in RDC: far fuori l’opposizione

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Il governo del Burundi ha inviato le sue forze e membri del partito al potere in una missione clandestina per combattere i gruppi armati dell’opposizione burundese nella vicina Repubblica Democratica del Congo.

In un rapporto pubblicato recentemente, l’Iniziativa per i diritti umani in Burundi, Bhri, ha dettagliato come centinaia di militari e Imbonerakure, cioè membri della lega giovanile del partito al governo, siano stati inviati dal dicembre 2021 nella Rdc per combattere Red-Tabara, un gruppo di opposizione armata burundese. Secondo il rapporto, la missione non era in collaborazione con le forze armate congolesi. Al contrario, l’esercito burundese ha stretto alleanze con gruppi armati del Paese, alcuni dei quali si oppongono all’esercito congolese.

«La natura segreta del rafforzamento militare burundese nella Rdc, insieme alla militarizzazione delle Imbonerakure e alla retorica apertamente integralista degli alti funzionari del partito al potere in Burundi, dovrebbe preoccupare gli attori internazionali (…) La deriva verso un approccio più autoritario e militarista potrebbe segnalare un regresso verso una forma di governo ancora più repressiva», si legge nel rapporto riportato da Al Jazeera.

Il gruppo per i diritti ha intervistato soldati e civili sia del Burundi che della Rdc, nonché Imbonerakure. Dalle informazioni raccolte, il Bhri ha affermato che l’operazione militare è legata a «una tendenza alla crescente militarizzazione» del Burundi, contrastando i tentativi del presidente Evariste Ndayishimiye di presentare un’immagine conciliante e accettabile sulla scena internazionale.

Nonostante l’operazione sia oramai un segreto svelato, il governo non ha riconosciuto ufficialmente l’invio di truppe nella Rdc.

Il rapporto afferma che alcune Imbonerakure sono state effettivamente indotte a svolgere una missione di combattimento in un Paese straniero, per la quale non erano assolutamente preparate e non avevano ricevuto alcun addestramento militare. Sono stati pagati tra i 50.000 e i 200.000 franchi burundesi (da 24 a 96 dollari) e sono stati avvertiti di non parlare del loro ruolo o dell’operazione militare.

Secondo le testimonianze dei soldati, alle truppe che attraversavano la Rdc è stato ordinato di indossare abiti civili, in modo che la comunità internazionale non potesse identificarli come soldati burundesi.

Tommaso Dal Passo