BURKINA FASO. Il percorso delle donne verso l’uguaglianza

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Il Burkina Faso attraversa una profonda crisi di sicurezza e di coesione sociale. Tale crisi ha un impatto diretto sui diritti delle donne, compromettendo decenni di progressi nel campo dell’istruzione, della salute e della partecipazione civica. Dall’indipendenza nel 1960, il Burkina Faso ha vissuto una serie di colpi di Stato e transizioni militari. Dopo la caduta di Blaise Compaoré nel 2014, il Paese ha sperimentato una fase di instabilità culminata nei colpi di Stato del 2022. L’attuale giunta militare, guidata dal capitano Ibrahim Traoré, pone la sicurezza nazionale come priorità assoluta ma il contesto securitario ha ridotto ulteriormente lo spazio per le politiche di genere e i diritti civili.

Formalmente il Burkina Faso ha ratificato la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW) e altri strumenti internazionali di tutela dei diritti umani. Tuttavia la piena applicazione di tali norme resta limitata da fattori socio-culturali, da una debole capacità amministrativa e da una cronica carenza di risorse. Il diritto consuetudinario è ancora molto influente e spesso prevale sulla legislazione statale in materia di famiglia, eredità e matrimonio. L’accesso all’istruzione femminile sta subendo una regressione considerevole, a scapito dei miglioramenti ottenuti negli ultimi venti anni. Gli attacchi jihadisti contro scuole e infrastrutture educative nelle regioni settentrionali e orientali hanno costretto migliaia di famiglie a spostarsi. Le bambine sfollate sono tra le prime a essere escluse dall’istruzione, spesso costrette a matrimoni precoci. Il conflitto armato interno ha accentuato le forme di violenza contro le donne, incluse violenze sessuali usate come arma di guerra. Secondo l’ONU, le donne nei campi per sfollati interni vivono in condizioni di estrema vulnerabilità, esposte ad abusi da parte sia dei gruppi armati sia, talvolta, delle stesse forze di sicurezza.

L’instabilità politica e la militarizzazione dello Stato hanno ridotto drasticamente la rappresentanza femminile. Dopo il colpo di Stato del 2022, la giunta ha sospeso il Parlamento e sciolto le istituzioni civili. Le donne sono quasi assenti dalle posizioni di comando, e le organizzazioni femminili trovano difficoltà a operare in un contesto dominato dalla sicurezza e dal controllo politico. Nonostante le difficoltà, le associazioni femminili continuano a svolgere un ruolo cruciale nel sostegno alle comunità. Organizzazioni come Réseau des Femmes pour la Paix et la Sécurité o Femmes pour la dignité du Sahel promuovono programmi di mediazione, formazione e microcredito. Le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG internazionali operano nel Paese con programmi dedicati all’empowerment femminile. Tuttavia, la crescente insicurezza limita la presenza internazionale nelle aree periferiche riducendo l’efficacia degli interventi. L’assistenza si concentra soprattutto sulle aree urbane, lasciando scoperto il tessuto rurale, dove il patriarcato è più radicato.

Le donne sono oggi protagoniste di nuovi movimenti migratori, sia interni che verso i Paesi limitrofi come Ghana, Costa d’Avorio e Niger. Questi flussi, spesso indotti da povertà e violenza, comportano nuove forme di sfruttamento, incluso il traffico di esseri umani. Le migranti burkinambé si trovano a fronteggiare vulnerabilità di genere, di status legale e di classe sociale.

In ambito diplomatico e comunitario, il contributo femminile alla costruzione della pace rimane sottovalutato. Tuttavia, nelle regioni più colpite dal conflitto, molte donne agiscono come mediatrici informali, facilitando il dialogo tra comunità rivali e promuovendo iniziative di coesione. Queste esperienze, se valorizzate, potrebbero diventare un pilastro della riconciliazione nazionale.

Un rafforzamento dello Stato di diritto e delle politiche sociali appare essenziale per garantire protezione, educazione e partecipazione. L’uguaglianza di genere deve essere considerata una condizione strutturale per la pace e lo sviluppo. 

Beatrice Donnesca Penali 

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