BULGARIA. NO all’entrata dei macedoni nell’UE

162

La Bulgaria ha mantenuto la sua ferma posizione di non permettere l’avvio dei colloqui di adesione all’Ue con la Macedonia del Nord alla riunione del Consiglio Affari Generali dell’Ue, Gac, del 22 giugno. Questo significa che anche il progresso del paese candidato Albania è bloccato, dato che i due sono stati accoppiati insieme nel processo e non è probabile che vengano disaccoppiati.

La posizione bulgara è stata riaffermata alla riunione a porte chiuse dei ministri degli esteri dell’Ue a Lussemburgo, prima della riunione del Consiglio europeo del 24-25 giugno, quando la questione dell’allargamento dell’Ue sarà discussa di nuovo. Secondo fonti diplomatiche, riporta BneIntelligence, la presenza di un governo provvisorio a Sofia e le prossime elezioni generali bulgare di luglio complicano ulteriormente il problema del veto bulgaro, imposto dal precedente governo.

Dopo l’incontro, il ministero degli Esteri bulgaro ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il paese ha riaffermato la sua posizione sulla prospettiva Ue della Macedonia del Nord durante la riunione del Gac, pur essendo aperto a un dialogo costruttivo con la prossima presidenza slovena del Consiglio Ue per trovare soluzioni reciprocamente accettabili per Skopje.

«La Bulgaria continua le sue consultazioni con Skopje sull’attuazione del trattato di amicizia. Ci avviciniamo a questo in modo costruttivo e in buona fede, ma ci aspettiamo che la Macedonia del Nord inizi a mettere in pratica gli impegni presi nella riunione di alto livello del 17 giugno a Sofia, il che ci permetterà di andare in una direzione positiva», ha detto il vice ministro degli Affari esteri Rumen Alexandrov.

Ha poi, spiegato che questo include il rifiuto esplicito da parte della Macedonia del Nord di qualsiasi rivendicazione territoriale, delle minoranze e storica legata alla Bulgaria, il cambiamento delle iscrizioni e dei monumenti che incitano all’odio verso la Bulgaria, e l’avvio di un processo di riabilitazione per quelle che ha chiamato “vittime del regime comunista jugoslavo” che si dichiarano bulgare. La Macedonia del Nord, precedentemente conosciuta come Macedonia, è una delle sei ex repubbliche jugoslave.

Sofia insiste anche che l’attuazione del trattato di amicizia del 2017 tra la Bulgaria e la Macedonia del Nord deve essere incluso tra le condizioni del futuro quadro negoziale con Skopje.

Allo stesso tempo, la Bulgaria ha lodato i risultati dell’Albania nel processo di riforma e ha riaffermato il suo sostegno all’adozione del quadro negoziale del paese

Secondo i diplomatici dell’Ue, considerando la ferma posizione della Bulgaria, non ci sono garanzie che Sofia ritirerà il suo veto anche dopo le elezioni. Attualmente i sondaggi mettono il Gerb di Boyko Borissov, il cui precedente governo ha imposto il veto, testa a testa con il veicolo politico There Are Such People del nuovo arrivato Slavi Trifonov.

La Macedonia del Nord è un paese candidato dal 2005 e l’Albania dal 2014. La Macedonia del Nord, precedentemente conosciuta solo come FYROM ha cambiato il suo nome con l’accordo di Prespa del 2018 con la Grecia, per sbloccare i processi di integrazione euro-atlantica. Il paese è entrato a far parte della Nato nel 2020, ma ha affrontato un altro blocco alla fine del 2020, quando la Bulgaria ha posto il veto al processo di integrazione nell’UE del suo vicino per questioni linguistiche e storiche.

Sia la Grecia che la Bulgaria hanno parti di territorio macedone che hanno annesso nel 1913 con minoranze macedoni che non sono mai state riconosciute dai due paesi.

Lucia Giannini