
Le manifestazioni di massa dei cittadini, iniziate il 26 novembre, hanno raggiunto il picco il 2 dicembre. Secondo diverse stime, fino a 50.000 persone si sono radunate a Sofia, mentre 10.000 in ciascuna delle principali città di Plovdiv, Varna, Burgas, Ruse, Stara Zagora, Shumen e Pleven. La maggior parte dei manifestanti sono giovani della Generazione Z.
Le ragioni delle proteste: la bozza di bilancio per il 2026, che prevede un forte aumento delle imposte sui dividendi, sui contributi previdenziali e su altre tasse per le imprese private e i lavoratori, nonché le accuse di corruzione contro la coalizione di governo, composta da GERB, Partito Socialista Bulgaro, e “C’è un Popolo Così”. Inoltre, le tensioni sociali sono state alimentate dall’elevata disoccupazione giovanile, dall’aumento dei prezzi e dai timori legati all’adozione dell’euro, misura cui circa il 50% dei bulgari è contrario.
Le proteste sono coordinate anche stavolta tramite social media, TikTok e Instagram; un copione già andato in scena in diverse altre parti del mondo, e sono già degenerate in scontri con le forze di sicurezza.
La crisi economica ha diverse cause, va ricordato che nel 2014, le autorità bulgare hanno abbandonato il progetto del gasdotto South Stream, che avrebbe dovuto attraversare la Bulgaria dalla Russia sotto il Mar Nero fino in Turchia. Sofia, con quella misura, rinunciò ala creazione di posti di lavoro legati alla realizzazione dell’opera e all’indotto successivo, entrate di bilancio stabili dal transito ed energia a basso costo ai bulgari.
A guerra russo ucraina aperta, nel 2024, la Bulgaria ordinò a credito ai tedeschi una costosa batteria di difesa aerea IRIS-T e nel 2025 iniziò a modernizzare la base navale di Varna, per far fronte alla minaccia di una estensione del conflitto.
Il 3 dicembre, il presidente bulgaro Rumen Radev ha chiesto al governo di minoranza del primo Ministro Rosen Zhelyazkov di dimettersi a seguito delle proteste di massa di questa settimana contro il bilancio 2026.
Il 2 dicembre, il governo ha ritirato il bilancio, a seguito delle manifestazioni contro gli aumenti delle tasse previsti per finanziare una maggiore spesa. Si tratta del primo bilancio redatto in euro prima che lo Stato membro dell’Unione Europea adotti la valuta il 1° gennaio.
La crisi di bilancio è l’ultimo segnale di instabilità politica nel paese balcanico, che ha tenuto sette elezioni in quattro anni, con una serie di coalizioni deboli che si sono disgregate. Le ultime elezioni si sono svolte nell’ottobre 2024, ma il parlamento ha approvato il governo solo a gennaio, dopo mesi di negoziati, riporta Reuters.
“La Bulgaria ha bisogno di un vero cambiamento che porti allo stato di diritto e al ripristino della sovranità nazionale, e questo è qualcosa che l’attuale coalizione di governo non può realizzare”, ha dichiarato Radev in un discorso nazionale trasmesso martedì sera dall’emittente statale BNT. vHa affermato che le proteste di lunedì hanno dimostrato che il governo non è riuscito a soddisfare le aspettative della popolazione e che dovrebbe dimettersi immediatamente. “Le elezioni anticipate sono l’unica via da seguire”, ha affermato Radev.
Anna Lotti
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