BREXIT. Grande Fuga aziendale verso l’Estonia

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Migliaia di aziende britanniche si sono traferite in Estonia; in tal modo, possono trarre vantaggio dall’appartenenza del paese all’Unione europea e quindi avere libero accesso al mercato unico dell’Unione.

L’Estonia, riporta il NYT, è un paese di 1,3 milioni di persone che sta accogliendo aziende che cercano di sfuggire al groviglio di regolamenti e ostacoli finanziari che la Brexit impone alle aziende britanniche che fanno affari in Europa. La loro partenza è un chiaro esempio di uno degli impatti negativi della Brexit, che secondo i critici lega gli esportatori con montagne di nuove scartoffie, impone nuove restrizioni al commercio e limita la loro capacità di reclutare lavoratori dall’estero.

Per l’Estonia, l’afflusso di imprese britanniche, in particolare di aziende tecnologiche, ha contribuito a un grande balzo delle entrate fiscali e ha rafforzato la reputazione del paese come centro di innovazione.

La situazione è un’inversione di tendenza per un paese che, come altri Stati baltici, ha subito l’esodo dei suoi giovani più brillanti dopo il 2004, quando l’adesione all’Unione Europea ha dato ai suoi cittadini il diritto di vivere e lavorare in Gran Bretagna, allora paese membro. Ora la fuga dei cervelli va nella direzione opposta.

L’Estonia è solo uno dei numerosi paesi che offrono tali opportunità ai “nomadi digitali” che non hanno bisogno di vivere nel paese; più di 4.000 aziende britanniche hanno colto l’occasione, contribuendo a far aumentare le entrate fiscali estoni del 60% rispetto al 2020, secondo il primo Ministro Kaja Kallas, riporta City AM. Kallas ha stimato la plusvalenza fiscale in 51 milioni di euro.

La residenza elettronica «è chiaramente aumentata dopo la Brexit, ma anche prima in realtà, quando si è verificato il voto, abbiamo visto un picco», ha detto Kallas.

L’Estonia ha ricevuto richieste di e-Residency, da 176 paesi, con la Gran Bretagna al quarto posto nell’elenco delle nazioni non appartenenti all’Unione Europea dopo Russia, Ucraina e Cina. Ricevere e-Residency non garantisce cittadinanza, residenza fiscale o ingresso in Estonia o nel resto dell’Unione Europea, ma presenta il vantaggio di un’aliquota fiscale del 20% sia per l’imposta sul reddito che per l’imposta sulle società. Quest’ultima viene riscosso solo quando gli utili vengono distribuiti, consentendo alle imprese di crescere con un basso carico fiscale. In Gran Bretagna l’aliquota dell’imposta sul reddito per i più ricchi è del 40 percento su gran parte dei loro guadagni e, si alza al crescere del guadagno.

Anna Lotti