BRASILE. Manzo brasiliano sulle tavole nipponiche 

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L’apertura del mercato giapponese alla carne bovina brasiliana sembra imminente, poiché una delegazione del governo giapponese è in programma in Brasile questo mese per condurre un audit finale degli stabilimenti di confezionamento della carne locali. I negoziati hanno acquisito un notevole slancio dopo la visita del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva a Tokyo a marzo. 

Il Ministro dell’Agricoltura brasiliano, Carlos Fávaro, ha confermato la notizia, affermando: “Arrivano ora per condurre un audit a novembre e, con questo audit finale degli stabilimenti di confezionamento della carne, credo che il protocollo sarà pronto e dovremmo avere un annuncio entro la fine dell’anno”, riporta MercoPress.

Accedere al mercato giapponese è considerato un sogno di lunga data per l’agroindustria brasiliana, con il governo che ne persegue l’approvazione da oltre 20 anni. Il Giappone è il terzo importatore mondiale di carne bovina, con un consumo annuo di oltre 700.000 tonnellate. Questo mercato è visto come un’opportunità chiave per il Brasile per diversificare le sue destinazioni di esportazione, soprattutto dopo le recenti tensioni commerciali legate ai dazi statunitensi.

Si prevede che l’approvazione iniziale riguardi gli stati meridionali del Brasile: Santa Catarina, Paraná e Rio Grande do Sul, che sono stati i primi a ottenere l’ambito status di area indenne da afta epizootica senza vaccinazione, un rigoroso requisito sanitario richiesto dal Giappone.

Sebbene l’intero territorio brasiliano abbia ormai ottenuto questo status di area indenne da afta epizootica, la strategia è quella di ottenere prima la certificazione per questi tre stati iniziali. Il Giappone è noto per avere alcuni dei requisiti sanitari più rigorosi al mondo e il suo processo di approvazione, che prevede 12 fasi, è meticoloso. Una richiesta che copra tutto il Brasile contemporaneamente potrebbe rischiare di ritardare un processo già lento, durato due decenni.

Il piano è di ottenere la certificazione per i tre stati meridionali e poi richiedere sequenzialmente l’inclusione del resto del paese, assecondando così la rigorosa procedura giapponese di ispezione stato per stato. Attualmente, l’80% delle importazioni di carne bovina del Giappone proviene dagli Stati Uniti e dall’Australia.

Lucia Giannini

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