BRASILE. Epurati i vertici militari per la rivolta anti-Lula

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Le autorità brasiliane hanno licenziato 28 militari e un civile per il loro comportamento durante la rivolta dell’8 gennaio a Brasilia, ha annunciato nei giorni scorsi in un comunicato il ministro della Sicurezza istituzionale (GSI) Ricardo Cappelli.

Cappelli ha spiegato che la misura fa parte del processo di rinnovamento del GSI stabilito dal Presidente Lula e ha affermato di essere al lavoro per concludere nel più breve tempo possibile un’indagine per conoscere la partecipazione di funzionari pubblici agli eventi dell’8 gennaio. La scadenza per la chiusura dell’indagine è il 30 maggio riporta MercoPress.

Tra i licenziati di mercoledì ci sono tre dei quattro segretari del GSI, oltre a tre generali, un contrammiraglio, otto colonnelli, due maggiori e due capitani, oltre ad altri ufficiali militari o di polizia.

Cappelli è stato nominato a capo del GSI lo scorso 19 aprile, in sostituzione del generale Marco Edson Gonçalves Dias, che si è dimesso dopo la divulgazione di un video in cui lo si vede, insieme ad altri ufficiali, circolare tra i seguaci dell’ex presidente di ultradestra Jair Bolsonaro che hanno preso d’assalto il Palazzo Planalto, dando loro bottiglie d’acqua e indicando loro la strada.

Nel frattempo, il Supremo Tribunale Federale ha raggiunto la maggioranza dei voti (6 su 10) per mettere in stato di accusa oltre 200 persone coinvolte negli scontri dell’8 gennaio. Il relatore Alexandre De Moraes è stato affiancato dai giudici Dias Toffoli, Carmen Lúcia, Luiz Fux, Edson Fachin e Luis Roberto Barroso, come riporta Agencia Brasil.

La scorsa settimana, nella prima votazione sul caso, il STF ha accettato le accuse contro circa 100 imputati.

Secondo il STF, delle 1,4 mila persone arrestate l’8 gennaio, 294 (86 donne e 208 uomini) sono ancora nel sistema carcerario del Distretto Federale.

De Moraes ha ordinato il rilascio di 12 persone arrestate davanti alle caserme dell’Esercito a Rio Branco e Belem, che dovranno quindi essere processate dai tribunali federali locali e non dal STF. Gli imputati dovranno comunque indossare una cavigliera elettronica, presentarsi settimanalmente in tribunale e consegnare il passaporto. È inoltre vietato loro l’accesso ai social network.

Tommaso Dal Passo

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