A Bahia scende in campo l’esercito

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BRASILE – Brasilia 17/04/2014. Ordine pubblico in stato d’emergenza allavigilia dei Mondiali.

Il governo del Brasile ha ordinato che 5mila militari siano schierati a Salvador de Bahia per ripristinare l’ordine dopo uno sciopero della polizia che ha creato disordini e saccheggi. Il 16 aprile le truppe sono entrate a Salvador, capitale dello stato di Bahia nel nordest del Brasile, città incui uno sciopero della polizia ha dato il vi anella notte precedente al saccheggio di negozi e supermercati, secondo i media locali.
Molte scuole e università sono state chiuse e un sindacato ha chiesto ai suoi iscritti che erano autisti di restare a casa vista la scarsa sicurezza per i loro conducenti: risultato sono rimasti fermi oltre 2.400 autobus.
«L’operazione militare è stata autorizzata dal presidente Dilma Rousseff in base alla richiesta del Governatore di Bahia, Jaques Wagner », ha detto il ministero della Difesa, che ha aggiunto di esser epronto ad inviare altre truppe, se necessario.
Non è la prima volta che il governo invia truppe in Salvador, città di quasi tre milioni di abitanti censiti e popolare destinazione turistica.
La risposta del governo, questa volta, è stata molto più veloce rispetto ad un analogo episodio del 2012 che aveva scatenato un’ondata di violenza con 108 omicidi prima che l’ esercito intervenisse.
L’operazione del 16 aprile rappresenta la seconda volta in due settimane che l’esercito è stato schierato per le strade del Brasile. Il governo ha inviato truppe e marines per occupare Complexo da Maré, favela più popolosa di Rio de Janeiro, fino alla fine della Coppa del Mondo di questa estate.
Salvador ospiterà sei partite durante la Coppa del Mondo.
Ma la situazione della sicurezza in vista dei campionati mondiali di calcio non è resa bollente solo da problemi interni: in Argentina, un tribunale impedisce che le autorità di Buenos Aires forniscano intelligence alle controparti brasiliane sugli hooligan argentini.
I famosi “Barras Bravas” quindi potranno viaggiare per andare alla Coppa del Mondo. Il tribunale di Buenos Aires ha detto che il governo argentino non ha il permesso di passare ad un altro paese informazioni personali sui suoi cittadini. Il tuto nasce da quanto accaduto nel 2010 durante l’edizione sudafricana: 30 tifosi argentini considerati pericolosi furono respinti agli aeroporti o arrestati poco dopo l’arrivo, dopo che le autorità argentine avevano passato informazioni su di loro alle controparti sudafricane.
L’Argentina ha una lunga e travagliata storia di teppismo negli stadi con almeno 24 persone negli ultimi due anni.