USA, luci e ombre sui dati macroeconomici

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USA – New York. Gli Stati Uniti alle prese con la crisi economica, valutano e registrano il minimo sussulto della borsa ma l’incertezza predomina, i dati sono sempre più contrastanti. Non solo, il debito non accenna a diminuire e di questo passo rischia di portare il gigante malato in fase di recessione.

Ma vediamo nel dettaglio i dati. A New York i principali indici, oggi, hanno terminato la seduta contrastati. Il Dow Jones evidenzia un calo dello 0,10% mentre il Nasdaq Composite ha chiuso in rialzo dello 0,15%.  L’agenzia Fitch, nel frattempo, ha modificato l’outlook sul rating AAA degli Stati Uniti a stabile da negativo. 

A dicembre gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare una variazione positiva del 4,6% su base mensile, superando le stime degli addetti ai lavori che avevano calcolato un incremento dell’1,8%. L’indice “core”, ovvero depurato dal settore trasporti, ha fatto segnare un +1,3% m/m, ben superiore al +0,7% atteso ed in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, +1,2% rivisto da +1,6%. La National Association of Realtors ha reso noto che l’indi ce Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato una forte contrazione nel mese di dicembre, diminuendo del 4,3% m/m, ben al di sotto delle attese degli addetti ai lavori che avevano stimato una variazione positiva pari a +0,3% m/m. Il dato è inoltre inferiore alla variazione dell’1,6% m/m registrata nel mese di novembre. L’indice è sceso a 101,7 da 106,3 punti, ma ha evidenziato un incremento del 6,9% rispetto a dicembre 2011 (indice pari a 95,1 punti). Insomma, se da un alto aumentano gli ordini dall’altro il mercato immobiliare è di nuovo in stallo. Ciò denota che l’incertezza si è tramutata in paura ma anche che gli USA sono ancora sotto schiaffo. Sul fronte societario tiene la grande industria ma registra fatturati inferiori rispetto allos corso anno. Caterpillar per esempio registra un +1,96%. Il gruppo delle macchine per il movimento terra ha chiuso il quarto trimestre con ricavi pari a 16,075 miliardi di dollari, in calo del 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e con un utile netto di 697 milioni di dollari (-55%). Gli analisti si attendevano un giro d’affari di 16,1 miliardi di dollari e un Eps di 1,7 dollari. Tiene bene Apple (+2,26%) dopo le brutte performance degli scorsi giorni. Forte il ribasso per Ak Steel (-7,43%). Goldman Sachs ha tagliato il rating sul titolo del produttore d’acciaio a sell da neutral.
Bene Facebook (+2,95%). Raymond James ha alzato il rating sul social network ad outperform da market perform.