Morales espelle Usaid

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BOLIVIA – La Paz 3/5/13. Evo Morales ha espulso l’agenzia di sviluppo degli Stati Uniti, Usaid, dal suo paese con l’accusa di cercare di indebolìre il governo boliviano.

Morales ha affermato che l’Usaid è coinvolta con la «presunta interferenza politica nei sindacati contadini e in altre organizzazioni sociali». Morales ha annunciato l’espulsione durante il raduno popolare del primo maggio. «Mai più, mai più Usaid, che manipola e utilizza i nostri dirigenti», ha detto Morales. Ha poi detto a David Choquehuanca, ministro degli Esteri della Bolivia, d’informare l’ambasciata degli Stati Uniti della sua decisione. La mossa segna l’ultimo episodio dello scontro tra Washington e un gruppo di governi di sinistra in Sud America. Morales ha anche condannato le parole del segretario di Stato John Kerry, pronunciate il 17 aprile durante un’audizione davanti al Congresso, ribadendo la dottrina Monroe: « L’emisfero occidentale è il nostro cortile di casa. È fondamentale per noi», ha detto Kerry.

Molti latinoamericani, di sinistra in particolare, sono sempre stati sensibili alle descrizioni delle loro nazioni come “cortile di casa” degli Usa, soprattutto a causa del sostegno di Washington ai regimi repressivi nelle Americhe.

Usaid è stata puntata dal governo Morales per il presunto ruolo giocato nel favorire la secessione di Santa Cruz, parte molto ricca della Bolivia. Già nel 2008, Morales aveva espulso l’ambasciatore degli Stati Uniti con l’accusa di favorire l’opposizione.

Da canto suo, Usaid ha fatto sapere di aver speso quasi 2 miliardi di dollari in Bolivia nel corso degli ultimi 50 anni (52.1 milioni per il 2010) su progetti nei settori della sicurezza, dell’educazione, della salute e alimentare. In un comunicato, l’agenzia statunitense ha detto che: «Coloro che saranno più colpiti dalla decisione del governo boliviano sono i cittadini boliviani che hanno tratto beneficio dal nostro lavoro di collaborazione in materia di istruzione, agricoltura, salute, sviluppo alternativo e ambiente».