BOLIVIA. Morales non può candidarsi come senatore

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Dopo un dibattito durato fino alla mezzanotte del 18 febbraio, il Tribunale supremo elettorale della Bolivia, (Tse) ha deciso che l’ex presidente Evo Morales non potrà essere candidato a senatore alle prossime elezioni di maggio. 

Fino al 17 febbraio scorso, il Tse ha dovuto verificare la documentazione presentata dalle persone che si sono registrate per essere candidate. In questo processo, 797 dei 2.107 candidati sono stati bocciati perché «non soddisfacevano i requisiti», riporta Telesur. Il Movimento verso il socialismo, Mas, che poteva confutare le accuse contro i suoi candidati fino alle ore 18 del 18 febbraio, si è dichiarato in “emergenza permanente”.

Era molto probabile che le autorità elettorali boliviane post Morales potessero squalificare la candidatura di Evo Morales. I militanti del Mas avevano anche previsto un «tentativo politico da parte dei settori inseriti nel tribunale elettorale» di eliminare i loro candidati per «meschini interessi antidemocratici», come riporta La Razon.

Secondo la normativa vigente, il Tse aveva 72 ore dal 18 febbraio per prendere una decisione definitiva sulle candidature; tuttavia, nel caso del leader socialista, la decisione è stata presa in meno di 6 ore: «La decisione della Corte ha un chiaro orientamento politico, poiché tutti i sondaggi indicano che Morales sarebbe stato il senatore con il maggior numero di voti e probabilmente il prossimo presidente del Senato», ha detto il Mas.

La mattina del 19 febbraio, un fondo del giornale brasiliano Forum commenta la questione: «La decisione dell’autorità elettorale sostiene le richieste di tre partiti di destra che hanno chiesto la squalifica di Evo sostenendo che non rispetta l’obbligo di residenza nel Paese», ricordando che Morales vive in Argentina dove ha ottenuto l’asilo politico dopo il colpo di stato militare di novembre 2019.

In precedenza, le autorità elettorali boliviane hanno anche impedito anche all’ex ministro degli Esteri Diego Pary di candidarsi come senatore.

Luigi Medici