BOLIVIA. Evadere leggendo

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I detenuti nelle carceri sovraffollate della Bolivia sono ora in grado di ridurre la loro condanna leggendo libri in un nuovo programma influenzato da uno simile in Brasile che mira a diffondere l’alfabetizzazione e dare nuove speranze, nonostante un processo giudiziario notoriamente lento.

L’iniziativa boliviana è stata ispirata da un’iniziativa simile adottata in Brasile, dove è conosciuta come ‘Reembolso atraves da leitura’ (Rimborso attraverso la lettura).

Il programma statale boliviano “Libri dietro le sbarre” offre ai detenuti la possibilità di uscire di prigione giorni o settimane prima della loro data di rilascio. La Bolivia non ha l’ergastolo o la pena di morte, ma la detenzione preventiva può durare molti anni a causa di un sistema giudiziario lento.

Il programma è stato lanciato in 47 prigioni che non hanno risorse per pagare l’istruzione, la reintegrazione o i programmi di assistenza sociale per i prigionieri, dice l’ufficio del difensore civico del paese andino, riporta Reuters.

Finora, 865 detenuti stanno leggendo prosa, migliorando le loro capacità di lettura e scrittura.

Con un salario giornaliero di 8 boliviani, pari a 1,18 dollari, i boliviani incarcerati sono costretti a lavorare per poter mangiare e pagare le alte spese processuali per essere rilasciati.

Le prigioni e le carceri del paese hanno sofferto a lungo di condizioni sovraffollate e insalubri, con alcuni detenuti che inscenano proteste per la mancanza di assistenza sanitaria, secondo Human Rights Watch.

Già nel 2014 anche le prigioni calabresi volevano intraprendere un simile percorso. Secondo una proposta di quell’anno i detenuti calabresi che avessero intrapreso l’attività di lettura avrebbero potuto vedersi ridurre la loro pena di tre giorni per ogni libro letto, con il massimo fissato a 48 giorni in un periodo di un anno; l’equivalente di 16 libri in 12 mesi.

Per evitare che i detenuti imbroglino, i loro progressi sarebbero stati monitorati dagli educatori del carcere.

Maddalena Ingrao