Task force multinazionale contro Boko Haram

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NIGERIA – Abuja 19/03/2014. La Nigeria ha accettato di unirsi a Francia, Camerun, Niger, Benin e Ciad nelle operazioni tese a bloccare Boko Haram.

Secondo i rapporti, la Nigeria dovrebbe scambiare intelligence, coordinare gli sforzi comuni, e consultarsi con esperti stranieri nella sua lotta contro il terrorismo. La formazione di una task force multinazionale comune per combattere Boko Haram è arrivata proprio mentre si intensificano le notizie sul potenziamenti dell’arsenale del gruppo islamico: missili terra – aria, lanciarazzi e un sistema di difesa aerea portatile. I dettagli di un’offensiva militare congiunta sono stati elaborati a Yaoundé, in Camerun, dopo una serie di rapporti non confermati secondo cui una compagnia aerea straniera aveva consegnato armi a gruppi non identificati in Nigeria. Gli omicidi compiuti da Boko Haram nello stato nigeriano del Borno hanno portato alla chiusura a tempo indeterminato di 85 scuole superiori dello Stato. Il 17 marzo, gli studenti hanno abbandonato l’Università di Maiduguri, dicendo di temere un altro attacco.

A metà marzo, le scuole e i mercati sono stati chiusi a Makurdi, capitale dello stato di Benue in seguito a voci di un attentato che sarebbe stato pianificato per colpire aree popolate. Boko Haram è diventato un fenomeno regionale con una forte portata continentale e globale, e costituisce oggi la minaccia alla sicurezza più probabile in Nigeria e nei paesi limitrofi. Il modus operandi del gruppo è la provocazione di conflitti etnico-religiosi e la creazione del caos per logorare la fiducia della gente nel governo. La nuova task force, composta da truppe provenienti da Nigeria, Francia, Camerun, Niger e Ciad, dovrà garantire la vita civile e ripristinare la fiducia della popolazione nel governo. La Nigeria e i suoi vicini si erano già incontrati all’inizio di questo mese nella capitale della Nigeria, Abuja, per creare un’alleanza; il presidente Goodluck Jonathan aveva proposto la dottrina per l’alleanza: «Un atto di terrorismo contro una nazione è un atto compiuto contro tutti». 

«La reazione degli stati membri ad atti di terrorismo deve essere spontanea, concertata, ampia e integrata», aveva detto Jonathan il 5 marzo . I capi delle forze armate regionali, della polizia, dell’immigrazione, delle dogane e della gendarmeria dei cinque paesi dovranno decidere entro la fine di marzo lo svolgimento di operazioni di sicurezza sincronizzate lungo i confini.