BIELORUSSIA. Mosca blocca l’invio di petrolio a Minsk

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La Russia ha interrotto le forniture di petrolio alla Bielorussia poiché i colloqui sul rafforzamento dei legami economici sono rimasti fermi a causa delle preoccupazioni che la Russia possa effettivamente inglobare il paese vicino. Si tratta di un caso simile a quanto avvenuto tra Russia e Ucraina prima dell’annessione della penisola di Crimea: la compagnia petrolifera statale bielorussa ha detto il 3 gennaio che Mosca ha smesso di fornire greggio fino alla stipula dei contratti per quest’anno. Le due principali raffinerie bielorusse operavano a bassa capacità e funzionavano con le riserve.

La compagnia petrolifera russa Transneft, riporta Abc, ha confermato la sospensione, che non incide sul transito del petrolio verso l’Europa e sulla fornitura di gas naturale. Più tardi, la Bielorussia ha sospeso le sue esportazioni di petrolio, che contribuiscono fino al 20% del Pil annuo. La compagnia petrolifera statale Belneftekhim ha detto che ci sono abbastanza riserve per coprire il fabbisogno del paese.

La Bielorussia si affida alla Russia per oltre l’80% del suo fabbisogno energetico complessivo, gas compreso. Oltre il 90% delle sue importazioni di petrolio greggio proviene dalla Russia. E da oltre un quarto di secolo si affida ai prezzi scontati e ai prestiti dalla Russia. In questo rapporto la Russia dipende dalla Bielorussia per spedire il petrolio verso i mercati più ricchi del resto d’Europa. Circa il 10% delle forniture di petrolio dell’Europa occidentale proviene dalla Russia, attraverso un oleodotto che transita in Bielorussia.

Il Cremlino ha recentemente aumentato la pressione sul paese alleato, aumentando i prezzi dell’energia e tagliando i sussidi. Sostiene che la Bielorussia dovrebbe accettare una più stretta integrazione economica se vuole continuare a ricevere risorse energetiche ai prezzi interni della Russia. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko hanno tenuto due cicli di colloqui a dicembre 2019, ma non sono riusciti a raggiungere un accordo su una maggiore integrazione e sui prezzi del petrolio e del gas.

Putin ha detto che la Russia non era pronta a “sovvenzionare” le forniture energetiche senza una più stretta integrazione economica con la Bielorussia, e Lukashenko ha insistito che non avrebbe firmato l’integrazione fino a quando non fossero state risolte le questioni relative alle forniture di petrolio e gas. Alla fine di dicembre, Lukashenko ha ordinato al suo governo di cercare fornitori alternativi di petrolio, anche se in pratica sarà difficile, considerando la quasi totale dipendenza del Paese dalla Russia.

In Bielorussia si teme che le discussioni economiche siano un piano della Russia per annettersi la Bielorussia. Queste preoccupazioni sono state alimentate dall’annessione della penisola di Crimea da parte della Russia nel 2014 e dal suo sostegno agli insorti separatisti dell’Ucraina orientale. Si è anche ipotizzato che Putin, al potere da quasi due decenni, potesse contemplare una fusione con la Bielorussia come un modo per rimanere al timone del nuovo stato unitario di Russia e Bielorussia dopo la scadenza del suo attuale mandato presidenziale russo nel 2024.

Lukashenko ha ripetutamente respinto l’idea, giurando che il suo Paese non sarebbe mai diventato parte della Russia.

Anna Lotti