BIELORUSSIA. Ecco la più grande base russa in caso di guerra

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Il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha dichiarato la sua disponibilità a far diventare la Bielorussia un’«unica base militare» con la Russia in caso di minaccia.

Ha fatto questa ed altre dichiarazioni in una interessante e vivace intervista alla CNN, ripresa anche la Tass, la BelTA e riportata anche in video dal canale Telegram ufficiale bielorusso Пул Первого (Pul Pervogo). Lukashenko ha detto che di questa sua intenzione: «Non ne ho mai fatto segreto», ed ha aggiunto che la sovranità e l’indipendenza di qualsiasi paese «non è in vendita». Inoltre, ha dichiarato che le accuse di violazione dei diritti umani in Bielorussia sono immaginarie, come riporta l’agenzia armena News.am

L’intera repubblica bielorussa, per l’ultimo dittatore d’Europa, può trasformarsi in una base militare comune con la Russia, se necessario, per resistere all’aggressione occidentale: «Se sarà necessario, la Bielorussia si trasformerà in una base militare per la Russia e la Bielorussia per resistere alla vostra aggressione, se decidete, o se un qualsiasi paese decide di attaccare. E questo dovrebbe essere chiaro, non ne ho mai fatto segreto», ha detto il presidente bielorusso.

In risposta a una domanda se ci sono attualmente strumenti militari sul territorio bielorusso, Lukashenko ha detto che «non ci sono basi di nessun paese, compresa la Russia, tranne due, si può dire, con una designazione civile (…) Una è una base fin dai tempi sovietici per il rilevamento precoce di un lancio di missili nucleari dal vostro territorio. E la seconda base è per le comunicazioni tra le forze armate russe e la loro flotta nell’Atlantico. Queste sono tutte le basi. Ci sono probabilmente solo 30-40 persone in servizio, nostri personale. Ci sono due o tre ufficiali russi, il resto sono nostri militari. Non ci sono altre basi qui», ha spiegato il presidente bielorusso.

Nel dettaglio, la costruzione di un centro di radio-ingegneria a Baranovichi, nella regione bielorussa di Brest, è iniziata nel 1984 ma poi è stata sospesa. È ripresa nel 1997 e il centro ha iniziato a funzionare nel 2003. In particolare, rileva missili balistici, oggetti spaziali e controlla le aree di pattugliamento dei sottomarini della Nato nel Nord Atlantico e nel Mare di Norvegia.

La seconda è un hub di comunicazione della Marina russa a Vileyka e opera nella regione di Minsk dal gennaio 1964, fornendo comunicazioni tra lo Stato Maggiore della Marina russa e i sottomarini nucleari in servizio negli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico. L’hub esegue anche indagini di ricognizione e fornisce protezione radio-ingegneristica.

Nell’intervista, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha detto di essere pronto a dimettersi quando l’Occidente smetterà di fare pressione sul suo paese e la sua sovranità sarà garantita: «Giuro che non sarò presidente nemmeno fino al giorno della mia morte. Lo giuro. Tutto dipenderà dalla situazione in Bielorussia (…) Se voi, i vostri gestori in Occidente, non vi intromettete da qualsiasi parte nella nostra situazione e se ci sentiamo sicuri e tranquilli come stato sovrano e indipendente, come persone che hanno meritato di essere sovrane e indipendenti, credetemi, tutto accadrà prima di quanto pensiate (…) Ma se solo osate ancora una volta, come l’anno scorso, interferire nei nostri eventi, non finirà bene», ha dichiarato il leader bielorusso.

Anna Lotti