AAA: programma del PD cercasi

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ITALIA – Roma. Il Partito Democratico dopo le primarie, che tanto democratiche, a detta di alcuni non sono state, si è trasformato nel partito del suo Segretario Pierluigi Bersani. Lo slogan è: “L’Italia giusta”, scritta che compare a destra di un Bersani sicuro e fiducioso e molto “sposato”, dove infatti la fede si illumina di luce propria. Come a lanciare un messaggio a chi ha chiosato il partito, da dentro il PD, troppo a sinistra rispetto al totale del suo elettorato. 

Non solo, il principio che sottende lo slogan, è stato declinato in 4 sotto categorie: “dove il lavoro costruisce la vita”, “dove la politica dice la verità”, “dove nessuno resta indietro”, “dove il futuro si prepara a scuola”. Tutte frasi molto belle e sufficientemente genericihe per non essere confutabili all’indomani di un mandato politico difficile e magari costellato da scelte impopolari. Altra caratteristica della campagna elettorale del PD oltre al fatto di girare attorno alla sola figura del segretario, ricorda molto le scelte di Berlusconi, quella di evidenziare i siti internet per dialogare direttamente con il partito. Ma a parte l’area di adesione, sostegno, in azione, quella dei contatti è inagibile, provate a comunicare con qualsiasi  componente della “squadra” non vi è indicato nemmeno un indirizzo email. Non solo, per quanto concerne la comunicazione c’è solo un indirizzo email utile e delle altre persone indicate nell’area apposita non compare nemmeno il profilo biografico.
Ma venendo al programma, quello definitivo non c’è, per ora accontentiamoci delle proposte programmatiche dell’assemblea nazionale: riforma della legge elettorale, (quella che hanno votato anche loro), programma nazionale di diritto allo studio, con la proposta del decreto: “Cresci Italia”, che si propone di potenziare università e ricerca. Correzione della riforma sulle pensioni e del mercato del lavoro, salvataggio degli esodati. Non occorre sottolineare che manca totalmente un piano di salvattaggio dalla crisi economica e di sviluppo per il Paese. Ma nonostante l’assenza di un programma le istatistiche assegnano al PD il 33% dei voti.