L’inferno di Bengasi s’infiamma

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LIBIA – Bengasi 14/07/2014. Almeno cinque persone sono state uccise e nove ferite a Bengasi, dopo pesanti combattimenti tra forze di sicurezza e milizie rivali esplosi nella tarda serata del 13 luglio.

Gli irregolari fedeli al generale Khalifa Haftar hanno bombardato le basi delle milizie durante le operazioni per cacciare i militanti da Bengasi; nel caos degli scontri si sono inserite le forze speciali che si sono scontrate con gruppi di miliziani nella città. Decine di famiglie hanno dovuto abbandonare la città portuale durante gli scontri in città che è rimasta anche senza corrente elettrica dopo che alcuni razzi hanno colpito la centrale elettrica di Benina che rifornisce Bengasi e i comuni limitrofi, riporta la Lana. Le autorità libiche, in questi giorni, stanno lottando per ristabilire l’ordine in tutta la nazione in vista delle elezioni parlamentari del 25 giugno. La situazione, però, rimane caotica soprattutto a Bengasi, seconda città più grande della Libia e culla della rivolta anti-Gheddafi.

«Ci sono pesanti scontri a Sidi Faraj e al-Hawari (parte occidentale di Bengasi). Le nostre forze stanno attaccando con carri armati e lanciarazzi», ha detto il portavoce di Haftar Mohamed El Hejazi. Le forze di Haftar non rispondono nè riconoscono il governo di Tripoli. 
Hejazi ha detto che Haftar aveva detto agli islamisti di interrompere il trasporto di armi attraverso il porto commerciale di Derna, a est di Bengasi.
Derna è un “hotspot” per Ansar al-Sharia e per altri gruppi militanti, inseritisi nel vuoto di potere politico in Libia. Governo e parlamento della Libia, infatti, sono paralizzati dalle divisioni tra islamisti e forze più moderate, nonché da quelle tra tribù e regioni concorrenti.