BANGLADESH. Rohingya deportati sull’isola spazzata dai cicloni

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Le autorità del Bangladesh hanno detto l’8 maggio che circa 280 rifugiati rohingya sono stati trasportati su un’isola remota e disabitata dopo essere stati trovati alla deriva in mare. Stando a Efe, una nave sovraffollata avrebbe trasportato i rifugiati a circa 30 chilometri a sud dell’isola di Saint Martin, la scorsa settimana.

Sono stati portati sull’isola di Bhasan Char. All’inizio della settimana, le autorità hanno riferito di aver inviato oltre due dozzine di rifugiati rohingya su quest’isola disabitata, spazzata dai cicloni, dopo che erano entrati nel paese su piccole imbarcazioni. Si ritiene che i rohingya inviati sull’isola facciano parte di un gruppo di 500 donne, uomini e bambini che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, sono rimasti bloccati nella baia dopo che le autorità malesi li avevano respinti.

Inoltre, il 16 aprile le autorità del Bangladesh hanno salvato 396 rohingya che cercavano di entrare nel Paese su una barca dalla costa meridionale, dopo 58 giorni di navigazione. Gli organismi delle Nazioni Unite hanno espresso grave preoccupazione per le segnalazioni di rifugiati alla deriva in mare e hanno messo in guardia contro il ripetersi della crisi del 2015, quando migliaia di migranti sono rimasti bloccati da barche sovraffollate in acque internazionali.

«A cinque anni dalla “crisi delle barche” del 2015 nel Golfo del Bengala e nel Mare delle Andamane, in cui migliaia di rifugiati e migranti in difficoltà in mare si sono visti negare assistenza e sostegno salvavita, siamo allarmati dal fatto che una tragedia simile possa ripetersi ancora una volta», hanno detto l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine in una dichiarazione congiunta.

«Siamo profondamente preoccupati dai rapporti che riferiscono che barche piene di donne, uomini e bambini vulnerabili sono di nuovo alla deriva nelle stesse acque, incapaci di venire a terra, e senza accesso al cibo, all’acqua e all’assistenza medica di cui c’è urgente bisogno», ha aggiunto.

Il Bangladesh aveva sottolineato in precedenza che non avrebbe accettato altri rohingya, poiché la sua priorità è ora quella di proteggere l’area del campo profughi dalla diffusione del nuovo coronavirus. In seguito, il governo ha deciso di portare i rifugiati sull’isola di Bhasan Char, dove ha dichiarato di aver costruito 1.440 strutture abitative per ospitare circa 100.000 persone, nell’ambito di un progetto iniziato nel 2017 per il trasferimento dei rifugiati rohingya.

L’isola, solitamente colpita da inondazioni monsoniche, è emersa dal mare circa dieci anni fa. Si estende su una superficie di circa 40 chilometri quadrati o 16 miglia quadrate ed è accessibile solo via mare.

Tuttavia, il piano iniziale del governo di trasferire i rohingya sull’isola era stato fermato a febbraio a causa delle critiche dei gruppi per i diritti, che hanno chiesto alle autorità di non sostituire una crisi umanitaria con un’altra.

Lucia Giannini