Il “Boom Baltico” interessa alle banche svedesi

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SVEZIA – Stoccolma. La liquidità attualmente presente nelle banche svedesi, sarà il volano dell’ascesa baltica. Quattro anni dopo essersi trascinati attraverso il fenomeno di crescita dei prezzi degli immobili nella regione del baltico, gli istituti di credito svedesi sembrerebbero pronti a espandersi negli stati rivieraschi ex-sovietici, impiegando in tali territori il surplus di liquidità presente nelle proprie casse, abbondantemente al di sopra dei requisiti regolamentari per la stabilità del credito.

Un’ottima notizia per i paesi Baltici proveniente dalla scandinavia dunque, la cui attuale solidità bancaria permetterà di effettuare ulteriori investimenti e confermare le acquisizioni operate lo scorso anno. In un contesto internazionale in cui gli istituti sono alle prese con le garanzie da dare al credito, le banche svedesi hanno invece necessità e convenienza ad investire all’estero.

Gli istituti di credito svedesi stanno infatti raccogliendo i benefici dell’essere rimaste aliene alla profonda crisi che nel 2009 aveva portato l’Estonia, la Lettonia e la Lituania nella peggiore delle recessioni economiche a cui abbiamo assistito all’interno dell’Unione Europea. Al saturarsi del boom economico conseguente all’ingresso nell’Unione della Lituania, avvenuto nel 2004, gli stati baltici erano infatti caduti in una recessione che arrivò a toccare nel 2009 i 18 punti percentuali; mentre ora, grazie a misure di austerità ben mirate, sono riusciti a riportare la propria crescita a circa il 5%, collocandosi di nuovo sopra la media europea.