Crisi UE, le banche tedesche nascondono 12 miliardi di dollari

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REGNO UNITO – Londra. A 4 anni dalla crisi economica ancora non si hanno dati certi sull’ammontare della voragine nei conti delle banche. L’ultima freccia avvelenata arriva dal Financial Times ed è stata scoccata per Deutsche Bank  rea secondo la testata londinese di aver occultato pedite fino a 12 miliardi di dollari pari a 9,2 miliardi di euro per evitare il bailout e, quindi, il salvataggio dei conti pubblici.

 

Il fattaccio è venuto a galla dopo la denuncia di tre ex dipendenti che portano appunto DB sul banco degli imputati.  L’operazione incriminata e denunciate alle autorità di regolamentazione degli USA, compresa la SEC (Securities and Exchange Commission), avrebbe permesso alla Deutsche Bank di salvare il proprio patrimonio e il proprio bilancio, sottostimando il valore dei prodotti derivati. I dati incriminati sono quelli degli anni 2007-2009, guarda caso quelli della bolla economica partita dagli USA e fortemente contaminata negli UK. Non solo, sembra che i super governatori abbiano sottovalutato il “leveraged super senior trades” da 130 miliardi di dollari, se fosse vero più che i tedeschi a preoccuparsi sarebbero i mercati che non avrebbero più fiducia nella integerrima Germania.  quello stato che per anni ha preteso conti pubblici in ordine e ha messo il veto sugli aiuti di stato in favore della libera concorrenza. Da un altro punto di vista ora, alla luce di queste notizie si capirebbero i no della Germania alla partecipazione degli stress test sulle banche.