BALCANI. In Kosovo è guerra di spie prima delle elezioni

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I servizi segreti serbi nel nord sorvegliano la Kfor, Eulex, la polizia e tutto il resto. Sarebbero entrati attraverso rotte alternative la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana dalla Serbia nella parte settentrionale del Kosovo.

Secondo quanti riporta KosovoPress, che cita fonti attendibili presenti nella città di Zubin Potok, decine di membri dell’Agenzia serba di intelligence e sicurezza, Bia, e dell’Agenzia militare serba per la sicurezza, Vba, si trovano già nel nord del Kosovo. Secondo queste fonti interne kosovare, il personale dei servizi serbi, una volta entrati in Kosovo, hanno trovato rifugio nel dormitorio numero 5 vicino alla Scuola tecnica Mihajlo Petrovic-Allas a Mitrovica nord, e presso la sede della Croce Rossa e il Centro per l’ecologia e lo sviluppo dello sport, situato a Zubin Potok.

In questo centro, costruito con i soldi della Serbia, dove ci sono foresterie e il cui vero scopo non è ancora noto, entrare è quasi impossibile, e durante la sua inaugurazione, un anno fa, cui ha partecipato anche il presidente serbo, Aleksandar Vucic, è stato negato l’accesso ai giornalisti albanesi. Questa notizia deve essere inserita nel quadro delle difficili e complesse relazioni tra Kosovo e Serbia peggiorate in prossimità delle vicine elezioni kosovare. Inoltre la zona nord della Serbia ha una popolazione mista, nel senso che vi convivono le due etnie, albanese e serba, e non sono mancate anche recenti tentativi di “secessione” – ”annessione” che le riguardano. 

Secondo le fonti di KosovoPress, «Nenad Komatina, Dejan Kompirovic e Bojan Dimic, sono i tre più importanti ufficiali della Bia impegnati nel Kosovo settentrionale; questi sono solo alcuni dei nomi delle spie che, insieme ai loro omologhi serbi, si trovano nel nord. I primi due di tanto in tanto e secondo necessità rimangono nel nord, mentre Dimic, originario di Pristina, è sempre qui e soggiorna al Gray Hotel nel nord di Mitrovica», riporta KosovoPress.

Secondo la testata kosovara, questi agenti sono stati mobilitati in quella parte del paese per le elezioni che si terranno il 6 ottobre, per fare pressione sui capi delle istituzioni del nord e su altre persone influenti per assicurare la vittoria alla Lista serba, così come stanno osservando da vicino i movimenti della Kfor, di Eulex, ma anche di membri della polizia del Kosovo in quella zona. Ci sono anche alcuni albanesi che, in cambio di grandi somme di denaro, stanno lavorando a stretto contatto con queste strutture, fornendo informazioni sulla guerra dell’Uck, liste di veterani e altro ancora».

Lucia Giannini