BALCANI. Firmati tre nuovi accordi nell’ambito del Processo di Berlino

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A una settimana dal giro di visite ufficiali di Ursula Von Der Leyen nei paesi dell’area per promettere aiuti economici contro la crisi energetica, i leader extra Ue dei Balcani occidentali si sono riuniti a Berlino per un vertice con la presidente della Commissione europea e Charles Michel; all’incontro ha poi preso parte anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz. L’incontro anticipa il summit dei leader dell’area con i vertici di Bruxelles, che si terrà in Albania a dicembre.

Durante il pre-summit sono stati firmati tre nuovi accordi che rientrano nel quadro del processo di Berlino, l’iniziativa per l’allargamento dell’Unione europea nei Balcani occidentali. L’intesa tra i leader di Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Albania e Macedonia del Nord riguarda la mobilità nell’area e il reciproco riconoscimento di alcune professioni.

«L’Unione europea senza i Balcani occidentali non è completa, e i paesi dell’area dovrebbero confidare nel processo di Berlino – ha commentato Scholz – i sei paesi dell’area appartengono alla parte libera e democratica del continente europeo». Con questo vertice, il cancelliere tedesco intende anche garantire continuità con il lavoro di Angela Merkel, che lanciò l’iniziativa di allargamento già nel 2014. Il processo di Berlino fu ideato proprio pochi mesi dopo l’annessione della Crimea da parte della Federazione russa: a otto anni di distanza, gli equilibri regionali sono cambiati anche per il ruolo che Mosca svolge nei Balcani.

Al vertice hanno partecipato il primo ministro del Kosovo Albin Kurti e la premier serba Ana Brnabić. Proprio in queste settimane c’è il rischio che si riaccendano le tensioni al confine per la questione delle targhe alterne: difficilmente verrà raggiunta un’intesa che possa facilitare la normalizzazione dei rapporti tra i due paesi almeno sulla questione della reciprocità. Questo resta almeno uno dei nodi cruciali da sciogliere per rendere davvero credibile la prospettiva di un allargamento dell’Ue nell’area.

Carlo Comensoli