BALCANI. Bled Strategic Forum 2023

106

La conferenza internazionale annuale del Forum Strategico di Bled 2023 – Bled Strategic Forum – si è svolto nella cornice alpina del lago di Bled in Slovenia sotto il titolo quest’anno di “Solidarietà per la Sicurezza Globale”, il 28 e 29 agosto. Il Forum, che è un progetto intragovernativo della Repubblica di Slovenia, è una piattaforma globale per generare idee e scambiare opinioni sulla società contemporanea e sul suo futuro.

Inoltre, si impegna a creare un mondo sostenibile offrendo visioni strategiche e soluzioni ai problemi più urgenti. Il suo evento annuale centrale è la conferenza più importante nell’Europa centrale e sudorientale. Giunto alla sua 18° edizione, ha visto la partecipazione, oltre che dei padroni di casa – il premier Golob e la Ministra degli esteri Fajon – dei leader dei Paesi dei Balcani ma anche esponenti dell’UE e qualche altro ospite a livello internazionale. A margine, dell’evento di punta della politica estera slovena, è stata l’occasione anche per diversi incontri bilaterali molti importanti. Gli organizzatori intendevano evidenziare, fra l’altro, la prossima partecipazione di Lubiana, come membro non permanente, al Consiglio di sicurezza dell’ONU, nonché le sfide che influiscono sulla sicurezza collettiva, fra le quali le calamità naturali, cui la Slovenia è stata pesantemente colpita proprio di recente.

Uno degli incontri più significativi è stato quello del primo ministro croato Andrej Plenković, che ha partecipato al Forum strategico a Bled dove ha interloquito con l’omologo sloveno Robert Golob trattando la cooperazione economica ed energetica fra i due Paesi. Plenković ha dichiarato di aver parlato anche con Golob della grande tempesta che ha devastato la Slovenia, affermando che la Croazia aiuta il paese vicino.

Per quanto riguarda la Bosnia ed Erzegovina, il capo del governo bosniaco Borjana Kristo ha partecipato anche lei al vertice, il cui focus come detto è sul tema “Solidarietà per la sicurezza globale”, ma si è parlato anche di allargamento dell’Unione Europea. Tant’è che il Primo Ministro del Montenegro nel mandato tecnico, Abazovic, ha sottolineato che nel processo di adesione all’UE è importante un rapporto equo con i paesi candidati: «Il Montenegro è un paese euro-ottimista. La terra del sole e del divertimento, e se c’è un paese che rappresenta un’eccellente opportunità per l’allargamento dell’UE, allora quello è il Montenegro».

In campo energetico, alla Slovenia viene offerta una nuova opportunità. La Bulgaria ha invitato il Paese a partecipare alla costruzione di nuovi reattori nucleari nella centrale nucleare bulgara di Kozloduj. La Slovenia parteciperebbe come acquirente o investitore e l’offerta comprende anche la formazione di esperti. Sofia offre a Lubiana la cooperazione nella costruzione di nuovi reattori nucleari, e la risposta sta nell’energia nucleare sostengono. Anche la Slovenia vuole aumentare la propria capacità nucleare costruendo il secondo blocco della centrale nucleare di Krško. Lo stanno preparando da diversi anni, ma per ora non si sa esattamente quanto costerà la costruzione e quando potrebbe iniziare. Nei piani di ampliamento della centrale nucleare bulgara di Kozloduj, a metà giugno è stato firmato un contratto con la società americana Westinghouse per la fornitura di due nuovi reattori con tecnologia americana AP1000. Il primo ministro bulgaro Nikolaj Denkov ha invitato da Bled gli esperti sloveni al progetto.

Si riporta la partecipazione del premier kosovaro Albin Kurti al BSF 2023. Anche quest’occasione è stata teatro di discussioni con la Serbia, visto anche la loro presenza. Infatti, per quanto riguarda la situazione con il Kosovo, che apparentemente resta statica, i primi ministri di Serbia e Kosovo si sono scontrati verbalmente al Forum. La premier serba Ana Brnabic ha affermato che il Kosovo non è un paese indipendente e Kurti ha risposto che normalizzazione non significa confusione tra realtà e fantasia.

Il primo ministro Kurti ha affermato che il Kosovo e la Serbia dovrebbero normalizzare i rapporti prima che gli alleati inizino a occuparsi delle elezioni negli Stati Uniti d’America e nell’Unione Europea. Mentre, sempre a margine del Forum strategico di Bled, l’inviato dell’UE per il dialogo Kosovo-Serbia, Miroslav Lajcak, ha sostenuto che ha discusso del prossimo incontro ad alto livello tra i funzionari di Belgrado e Pristina con Kurti. Sul versante serbo, il ministro degli esteri Ivica Dacic ha dichiarato a Bled che i funzionari di Bruxelles dovrebbero dire chiaramente se il riconoscimento del Kosovo è la condizione per l’adesione della Serbia all’Unione europea.

La ministra degli Affari esteri e della diaspora kosovara Donika Gërvalla ha espresso il suo ottimismo riguardo al fatto che nel dialogo con la Serbia si potrà raggiungere il successo fino alla primavera del prossimo anno: «Penso che abbiamo buone possibilità di raggiungere un successo nel dialogo molto prima. Ci siamo impegnati a lavorare in questa direzione. Il Primo Ministro ha parlato della prossima primavera». Però, in contrapposizione rispetto a quanto alle sue prospettive, ha avuto una polemica con il suo omologo serbo Dacic, che ha ribadito la richiesta di istituire prima l’Associazione e poi di procedere verso la normalizzazione del dialogo. Con questa conclusione è d’accordo l’inviato dell’Unione europea Lajçak, il quale ha affermato che la normalizzazione potrà avvenire entro pochi mesi se ci sarà la volontà politica e l’impegno per l’attuazione degli accordi di Bruxelles e Ohrid.

In riferimento all’Albania, il premier Edi Rama, dopo essersi lamentato di non essere stato invitato in Grecia al vertice informale svoltosi di recente, ha partecipato al Forum strategico di Bled in Slovenia, presentando il suo messaggio sul futuro dei Balcani occidentali e nel suo discorso ha affermato di non credere che faranno parte dell’UE nel 2030, ma ha chiesto che, oltre alle riforme e alle critiche, ci sia il massimo sostegno finanziario possibile in relazione allo sviluppo di questi paesi. Lo stesso Rama ha reagito alla dichiarazione del commissario Olivér Várhelyi sull’allargamento dell’UE, sostenendo che il loro commissario non ha mai deluso la regione dei Balcani occidentali soprattutto nei momenti difficili. Lui ha sottolineato che la Commissione Europea è sempre pronta a fare qualsiasi tipo di proposta che possa aiutare l’espansione dell’UE. Rama ha poi proseguito nel suo discorso sostenendo che senza dubbio, è stato sorprendente il discorso del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel sempre a Bled.

Dello stesso parere anche il vice primo ministro per gli affari europei macedone Bojan Maricic, che lo considera un serio punto di svolta nella politica dell’UE verso l’allargamento, perché per la prima volta dopo l’allargamento precedente si ha un limite temporale che un funzionario dell’UE presenta come possibile termine per il prossimo allargamento. Secondo Maricic bisogna sfruttare questo segnale dell’UE e sarebbe un peccato se si perdesse l’occasione e si rimanesse bloccati. È un segnale molto importante da parte dell’UE di cui devono trarre vantaggio. Ciò significa che tutti gli sforzi che si stanno facendo adesso, quest’anno, tutti gli sforzi per i quali li viene detto che hanno fretta, sono giustificati e vogliano prendere il treno, sfruttare questa opportunità che li viene data. Infine, il messaggio inviato dal Forum strategico a Bled, valuta Maricic, è un segnale sufficiente che le cose nell’UE stanno cambiando in meglio, in modo più favorevole per loro, e prima adempiranno ai loro obblighi – come i famigerati emendamenti costituzionali che tanto sono discussi da mesi in politica interna della Macedonia del Nord, ma la loro approvazione non sembra essere ancora così vicina seppur passi avanti sono stati fatti -, prima si troveranno nel gruppo dei prossimi membri della UE.

In chiusura, da segnalare anche una nota di colore inaspettata. Molto clamore e discussione, tanto da diventare un caso mediatico, ha provocato una barzelletta macabra raccontata proprio dal primo ministro albanese Rama davanti alla platea del Forum e alla presenza dei leader di Croazia, Montenegro, Serbia, Bulgaria, Macedonia del Nord, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo. Alla fine del suo intervento rivolgendosi ai suoi interlocutori ha parlato dell’intenzione della Russia di unificare i fusi orari, visti i nove di differenza fra le estremità del Paese, facendo riferimento a Putin, Prigozhin, il leader della Wagner morto la settimana prima, e l’aereo, il suo quello dove è deceduto, non ancora partito.

Paolo Romano

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/