Shah Deniz 2: la Turchia rallenta il progetto

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TURCHIA – Istanbul. 22/11/13. Il consorzio Shah Deniz è in attesa del via libera al partenariato dal Trans Anatolian Pipeline Gas Natural dare il via libera alla fase esecutiva. Quando l’azienda turca avrà il via libera da parte del governo, si darà esecuzione ai piani di sviluppo ai giacimenti di gas dell’Azerbaigian, secondo un alto funzionario di BP che ha rilasciato un’intervista all’ Hurriyet Daily News.

 

L’oleodotto TANAP dovrà portare il gas dall’Azerbaijan attraverso la Georgia e la Turchia ai mercati europei entro l’anno. Parlando ieri al vertice del Consiglio Atlantico a Istanbul, Al Cook, il Vice Presidente del consorzio, responsabile dello sviluppo di Shah Deniz, ha sottolineato l’importanza per gli azionisti chiave di TANAP, Turchia e Azerbaijan, per finalizzare la loro decisione sui piani di investimento in modo che il FID richiesto per il progetto Shah Deniz 2 possa iniziare. Anche TANAP, secondo gli esperti del settore energetico, è in attesa della realizzazione di Shah Deniz 2 per prendere una decisione finale sulla portata di investimento affinché per il progetto scatti il semaforo verde.

«Shah Deniz 2 ha bisogno di fare il FID entro la fine dell’anno, perché non si può più ritardare» ha fatto sapere, John Roberts, uno specialista di sicurezza energetica, al Daily News. Al Cook ha espresso fiducia che la decisione finale su Shah Deniz 2 verrà presa prima della fine dell’anno, pur ammettendo che «le prossime settimane saranno molto intense». 

TANAP prevede di trasportare, nel totale, 31 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Al Cook ha affermato di essere fiducioso sulla produzione aggiuntiva di gas mentre si parla di nuovi giacimenti di gas in Azerbaijan, li paragona ad un «pasto principale», al contrario, l’iniziale produzione di 16 miliardi di metri cubi di gas di TANAP potrebbe servire solo come «antipasto».

«TANAP collega la più grande fonte di gas al più grande mercato del gas, che è l’Europa, e questo rafforza la nostra fiducia» ha riferito Al Cook alla testata.

Al Cook ha, dunque invitato i governi nell’ambito dei progetti di continuare a estendere il loro sostegno. «Nell’ultimo quinquennio abbiamo appreso che il sostegno dei governi è essenziale», ha detto, chiamando in causa in prema battuta la Turchia e poi chiedendo il continuo sostegno dell’Azerbaijan, dato il loro ruolo di attori chiave nei progetti.

Cook ha anche ricordato il sostegno del governo degli Stati Uniti, che ha avuto inizio nei primi anni ’90, permettendo la costruzione dell’oleodotto Baku – Tbilisi – Ceyhan, il primo della regione. Cook ha anche detto che vorrebbe vedere «il notevole ruolo» svolto dalla Commissione europea per continuare. Il sostegno della Commissione europea per la diversificazione delle rotte di approvvigionamento non dovrebbe essere limitato solo ai progetti di gasdotti di massa come TANAP, ma anche a quelli più piccoli che verranno costruiti  che collega i paesi balcanici.

Il gas azero arriverà al confine turco con TANAP e poi in Grecia, Albania e Italia attraverso il Trans Adriatic Pipeline (TAP). La società greca DEPA sta già lavorando per espandere la sua connessione con la Bulgaria, con i piani per la costruzione di gasdotti ulteriormente più piccoli che collegheranno con le reti in Romania, l’Ungheria e la Serbi , secondo Harry Sachinis il CEO di DEPA».